‘GIOVANI, GRIDATE!’ CONDANNE PER INTRIGHI E CALUNNIE, NO AL ‘SALVA TE STESSO’
Il Papa ha celebrato la messa della domenica delle palme in piazza San Pietro. Prima della funzione il Pontefice ha benedetto le palme e gli ulivi. Alla messa hanno preso parte giovani di Roma e di altre diocesi in occasione della ricorrenza diocesana della XXXIII Giornata Mondiale della Gioventu’. E rivolgendosi ai giovani, Bergoglio ha esclamato: ‘Sta a voi la decisione, se gli altri tacciono, se noi anziani, tante volte corrotti, stiamo zitti, voi griderete? Per favore, decidetevi’. Poi ha sottolineato che ‘intrighi e calunnie portano a condannare gli altri senza scrupoli’ ed ha sostenuto che ‘il grido del ‘salva te stesso’ cancella la solidarieta”.
“‘Crocifiggilo!’. Non e’ un grido spontaneo, ma il grido montato, costruito, che si forma con il disprezzo, con la calunnia, col provocare testimonianze false. E’ il grido che nasce nel passaggio dal fatto al resoconto, nasce dal resoconto. E’ la voce di chi manipola la realta’ e crea una versione a proprio vantaggio e non ha problemi a ‘incastrare’ altri per cavarsela. Il grido di chi non ha scrupoli a cercare i mezzi per rafforzare se’ stesso e mettere a tacere le voci dissonanti”. Lo ha detto PAPA Francesco nell’omelia della messa della Domenica delle Palme. “E’ il grido che nasce dal ‘truccare’ la realta’ e dipingerla in maniera tale che finisce per sfigurare il volto di Gesu’ e lo fa diventare un ‘malfattore’- ha aggiunto-. E’ la voce di chi vuole difendere la propria posizione screditando specialmente chi non puo’ difendersi. E’ il grido fabbricato dagli ‘intrighi’ dell’autosufficienza, dell’orgoglio e della superbia che proclama senza problemi: ‘Crocifiggilo, crocifiggilo!’. E cosi’ alla fine si fa tacere la festa del popolo, si demolisce la speranza, si uccidono i sogni, si sopprime la gioia; cosi’ alla fine si blinda il cuore, si raffredda la carita’. E’ il grido del ‘salva te stesso’ che vuole addormentare la solidarieta’, spegnere gli ideali, rendere insensibile lo sguardo… Il grido che vuole cancellare la compassione, quel ‘patire con’, la compassione, che e’ la debolezza di Dio”.
Siamo tutti “capaci di amare molto, ma anche anche di odiare, e molto”. E’ sotto il sole tiepido di fine marzo che Papa Francesco celebra la messa della Domenica delle Palme. Una celebrazione in cui “sembrano incrociarsi storie di gioia e di sofferenza”. Gioia, come quella “suscitata da Gesù” e che “per alcuni è motivo di fastidio e di irritazione”, dice Bergoglio, che non fa sconti a chi “al grido del ‘salva te stesso’ vuole addormentare la solidarietà”. Nel giorno in cui la liturgia ricorda la passione di Cristo, il Pontefice punta il dito contro “intrighi e calunnie”, che portano a condannare e incastrare gli altri “senza scrupoli”. Al termine della settimana caratterizzata dalle polemiche per l’intervento di Benedetto XVI su una collana di libri teologici sul Papa argentino, con le dimissioni di monsignor Dario Edoardo Viganò, Francesco ricorda come il grido di duemila anni fa “‘Crocifiggilo’ non è un grido spontaneo, ma il grido montato, costruito, che si forma con il disprezzo, con la calunnia, col provocare testimonianze false”. E rimarca: “La calunnia è la voce di chi manipola la realtà e crea una versione a proprio vantaggio e non ha problemi a incastrare gli altri”, è il grido “fabbricato dagli ‘intrighi’ dell’autosufficienza, dell’orgoglio e della superbia che proclama senza problemi: ‘Crocifiggilo, crocifiggilo!'”.Il Papa invita a riflettere sull’esempio di Gesù: “Entra in città circondato dalla sua gente, circondato da canti e grida chiassose”, che null’altro sono se non “il belare della pecora smarrita”, “il grido di quello che viveva ai margini della città” e “di uomini e donne che lo hanno seguito perché hanno sperimentato la sua compassione davanti al loro dolore e alla loro miseria”. E’ “il canto e la gioia spontanea di tanti emarginati”. Mette in guardia Francesco: “Com’è difficile comprendere la gioia e la festa della misericordia di Dio per chi cerca di giustificare sé stesso e sistemarsi! Com’è difficile poter condividere questa gioia per coloro che confidano solo nelle proprie forze e si sentono superiori agli altri!”.Alla celebrazione, che apre la Settimana Santa, prendono parte giovani di Roma e di altre diocesi per la XXXIII Giornata mondiale della gioventù. “Cari giovani, la gioia che Gesù suscita in voi è per alcuni motivo di fastidio e di irritazione, perché un giovane gioioso è difficile da manipolare”, dice Francesco alle ragazze e ragazzi accorsi in Vaticano. “Far tacere i giovani è una tentazione che è sempre esistita” e “ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili”. Chiosa Bergoglio: “Sta a voi la decisione di gridare. Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili stiamo zitti, se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre”.