FRANCESCO A GENOVA, ACCOLTO DA 3500 LAVORATORI ALL’ILVA
Circa 3500 lavoratori dell’industria genovese hanno accolto Papa Francesco nello stabilimento Ilva Cornigliano, primo appuntamento della visita del pontefice a Genova. “Quando l’economia passa nelle mani degli speculatori tutto si rovina. Diventa un’economia senza volto e quindi un’economia spietata”, ha detto il Papa aggiungendo che “un buon imprenditore non e’ speculatore” e che “chi pensa di risolvere i problema della sua impresa licenziando gente non e’ un buon imprenditore”. Papa Francesco ha poi avuto un incontro con i religiosi nella Cattedrale di San Lorenzo, prima di dirigersi verso il santuario della Madonna della Guardia dove circa tremila giovani lo hanno accolto.
“La mancanza di lavoro e’ molto piu’ del venire meno di una sorgente di reddito, il lavoro e’ molto piu’ di questo, lavorando noi diventiamo piu’ persona, l’umanita’ fiorisce, i giovani diventano adulti solo lavorando”. Papa Francesco, incontrando i lavoratori all’Ilva di Genova, spiega che “e’ anche questo il senso del primo articolo della Costituzione italiana, che e’ molto bello”. “L’obiettivo- aggiunge Papa Francesco- non e’ un reddito per tutti ma un lavoro per tutti. Senza lavoro per tutti non ci sara’ dignita’ per tutti. Un assegno statale mensile che ti faccia portare avanti la famiglia non risolve il problema. Non bisogna rassegnarsi all’ideologia che sta prendendo piede ovunque per cui solo la meta’ o i due terzi dei lavoratori lavoreranno. Gli altri invece saranno mantenuti da un assegno sociale. Senza lavoro si puo’ sopravvivere, ma per vivere occorre il lavoro”. Se questo e’ vero, “possiamo dire che togliere il lavoro, sfruttare con il lavoro indegno o malpagato, e’ anticostituzionale. Se non fosse fondata sul lavoro, la Repubblica Italiana non sarebbe una democrazia”.
Secondo Francesco, la mancanza di lavoro e’ molto piu’ del venire meno di una sorgente di reddito, il lavoro e’ molto piu’ di questo, lavorando noi diventiamo piu’ persona, l’umanita’ fiorisce, i giovani diventano adulti solo lavorando. La creazione continua ogni giorno grazie alle mani e alle menti dei lavoratori”. Sono parole diPapa Francesco nell’intervento all’Ilva di Genova. “E’ anche questo – ha spiegato – il senso dell’articolo primo della Costituzione italiana, che e’ molto bello”. E allora, ha gridato Francesco, “possiamo dire che togliere il lavoro, sfruttare con il lavoro indegno o malpagato e’ anticostituzionale. Se non fosse fondata sul lavoro, la Repubblica Italiana non sarebbe una democrazia”.
“Bisogna temere – ha gridato il Papa – gli speculatori e non gli imprenditori bravi, ma certe volte il sistema politico sembra incoraggiare chi specula sul lavoro, e non chi crede nel lavoro, partendo dall’ipotesi che gli imprenditori siano speculatori, mentre proprio questi ultimi trovano i mezzi per eludere i controlli”. “Chi pensa di risolvere licenziando la gente non e’ un buon imprenditore, e’ un commerciante: oggi vende la sua gente, domani la sua stessa dignita’”. “Un imprenditore – ha continuato – soffre se deve licenziare. E da questa sofferenza nascono spesso buone idee per limitare i licenziamenti”. Francesco ha raccontato l’incontro a Santa Marta avuto con un imprenditore in difficolta’: “un uomo che piangeva, mi disse: ‘sono venuto a chiedere una grazia sono al limite e devo fare una dichiarazione di fallimento, questo significherebbe licenziare una sessantina di lavoratori e non voglio perche’ sento che licenzio me stesso’. E questo piangeva, lottava e pregava per difendere la sua gente, era la sua famiglia”. Secondo il Papa, “una malattia dell’economia e’ proprio la progressiva trasformazione degli imprenditori in speculatori, sono due tipi diversi.
Nei successivi incontri, Papa Francesco ha parlato anche di migranti chiedendo se “e’ normale che il Mediterraneo sia diventato un cimitero? E’ normale che tanti Paesi, e non dico dell’Italia che e’ tanto generosa, chiudono le porta a tanta gente che fugge dalla fame, dalla guerra, che viene a cercare sicurezza? E’ normale cha davanti al dolore noi chiudiamo le porte?”. “Se non e’ normale, devo impegnarmi – ha spiegato ai giovani riunti al Santuario della Madonna della Guardia – perche’ questo non succeda. E se non hai coraggio di coinvolgerti, stai zitto e chiedi coraggio al Signore”.