Papa Francesco ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, che era stata aperta dal Pontefice l’8 dicembre 2015. In questo Giubileo della Misericordia concluso da poche ore, circa 22 milioni di persone hanno attraversato la Porta Santa di San Pietro.
“Chiediamo la grazia di non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza”. Lo esorta papa Francesco nel corso della messa celebrata sul sagrato della Basilica vaticana per la chiusura del Giubileo della Misericordia. “Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi – dice il Papa – siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la PORTA santa, rimane sempre spalancata per noi la vera PORTA della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza”.
“Tanti pellegrini hanno varcato le Porte sante e fuori del fragore delle cronache hanno gustato la grande bontà del Signore. Ringraziamo per questo e ricordiamoci che siamo stati investiti di misericordia per rivestirci di sentimenti di misericordia, per diventare noi pure strumenti di misericordia”, osserva il Papa. Il Pontefice esorta ancora: “Proseguiamo questo nostro cammino, insieme. Ci accompagni la Madonna, anche lei era vicino alla croce, lei ci ha partorito lì come tenera Madre della Chiesa che tutti desidera raccogliere sotto il suo manto. Ella sotto la croce ha visto il buon ladrone ricevere il perdono e ha preso il discepolo di Gesù come suo figlio. È la Madre di misericordia, a cui ci affidiamo: ogni nostra situazione, ogni nostra preghiera, rivolta ai suoi occhi misericordiosi, non resterà senza risposta”.
Si chiudono tutte le porte sante del mondo, ma non quelle “del perdono e della misericordia” e quel Giubileo diffuso è stato “una benedizione”. Oggi Papa Francesco ha serrato i battenti dell’ultima porta rimasta aperta, quella della Basilica di San Pietro, davanti alle massime autorità dello Stato italiano e a dieci delegazioni internazionali, e in un’intervista a Tv2000 ha fatto il bilancio dell’Anno Santo iniziato l’8 dicembre scorso. Il Pontefice è più che soddisfatto di aver dato la possibilità a tutte le diocesi del mondo di aprire una porta santa nelle cattedrali e nelle chiese indicate dai vescovi, per far partecipare al Giubileo i propri fedeli. Il Giubileo diffuso, ha detto, “Ha fatto tanto bene”. Le notizie che gli vengono dalle diocesi parlano di “avvicinamento alla Chiesa della gente”. “E’ stato una benedizione del Signore e anche, non dirò il punto finale, ma un passo avanti grande del processo che è incominciato con il Beato Paolo VI, e poi San Giovanni Paolo II”. Nell’omelia della messa celebrata sul sagrato di Piazza San Pietro davanti a 70mila pellegrini e fedeli da ogni parte del mondo, Papa Francesco ha chiesto di “non chiudere mai le porte della riconciliazione e del perdono, ma di saper andare oltre il male e le divergenze, aprendo ogni possibile via di speranza”.Francesco però non ha parlato solo ai fedeli, si è rivolto anche a chi diffonde il Vangelo, ribadendo, ancora una volta, che non si predica con il potere ma con la misericordia. Bergoglio ha esortato tutti a “tornare all’essenziale”: “Quante volte, anche tra noi, si sono ricercate le appaganti sicurezze offerte dal mondo. Quante volte siamo stati tentati di scendere dalla croce. La forza di attrazione del potere e del successo è sembrata una via facile e rapida per diffondere il Vangelo, dimenticando in fretta come opera il regno di Dio. Quest’Anno della misericordia ci ha invitato a riscoprire il centro”. La Chiesa ha un “volto giovane e bello” che va riscoperto e che “risplende” quando “è accogliente, libera, fedele, povera nei mezzi e ricca nell’amore”. La Chiesa, non bisogna dimenticarlo, è “missionaria” e l’orientamento, quando si perde, va ritrovato “solo nella perenne e umile regalità di Gesù, non nell’adeguamento alle precarie regalità e ai mutevoli poteri di ogni epoca”.