‘Non mi sento tradito, ma cosi’ Fi non va avanti’. Lo dice Stefano Parisi che lancia da Milano ‘Energie per l’Italia’. Si tratta, spiega, di ‘un movimento alternativo a Renzi e alla sinistra’ che nasce nella convinzione che serva ‘un grande rinnovamento della politica’, ma non ‘contro gli attuali partiti’ del centrodestra. Sul futuro del centrodestra aggiunge: ‘Io non litigo con nessuno ma sono fermo, perche’ voglio un confronto chiaro’. Tuttavia, ‘se cosi’ rimangono le posizioni, non c’e’ alcun dubbio’ che siano inconciliabili un centrodestra lepenista ed uno moderato.
Con Berlusconi “mica eravamo fidanzati, quindi non sono stato tradito” e “non sono stato licenziato perché non sono mai stato assunto”. Così, Stefano Parisi a margine della presentazione del movimento politico Energie per l’Italia, con una battuta, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se sia sentito ‘tradito’ dal presidente di Forza Italia, dopo la presa di distanze dell’ex premier nei suoi confronti. Con Berlusconi, ha poi spiegato Parisi “ho avuto un rapporto libero, gli ho proposto un progetto di rinnovamento” e questo progetto “all’inizio gli era piaciuto”. “Gli ho fatto proposte di rigenerazione della politica”, ha ricordato perche’ “Forza Italia così com’è di non va avanti”. L’ex candidato sindaco si e’ quindi detto “convinto” del suo progetto “credo – ha affermato – che non possa non destare l’attenzione di tutti coloro che in buona fede vogliono cambiare l’Italia”. “Dobbiamo dare una scossa a tutti, altro che parlare di leadership”, ha spiegato, e “io mi sono preso la responsabilità” di avviare un un percorso importante “per dire la verita’ agli italiani” e “non perché voglio prendere il posto di qualcuno”.”Quello a cui sono interessato – ha ingine ribadito Parisi è parlare al popolo italiano e mi interessano poco le operazioni di Palazzo”.
Al referendum del prossimo 4 dicembre “voterò no, ma non per cacciare Renzi”, ha detto Parisi durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo movimento politico, Energie per l’Italia”. Parisi spiega che “Renzi ha commesso l’errore di spaccare in due il Paese” e “pensiamo che debba andare via con elezioni democratiche”. Inoltre, “se vince il ‘si’, oltre a rischiare una forte instabilità per il Paese, rischiamo anche che qualcuno che si eccita ci porti a votare con l’Italicum, con il risultato che e tra otto mesi avremo Grillo a palazzo Chigi”.