“Non capisco. L’idea di Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni è ricominciare da D’Alema, Bettini, Bassolino etc per fare un’alleanza con i 5S che stanno crollando in mezzo a mille contraddizioni? Che senso ha. Non si comprende”. Lo scrive Carlo Calenda postando la foto di un pezzo di Repubblica sul ventennale ieri di Italianieuropei dal titolo ‘La vecchia ditta, gli zingarettiani e la tentazione grillina’. “A volte ritornano”, il commento di Calenda. E poi aggiunge sulle smentite di Zingaretti a proposito di una eventuale alleanza con i 5 Stelle: “Ho preso per buona la smentita di Zingaretti ma ogni settimana ce ne è una nuova su LeU o M5S. Anche basta. E mi stupisco che Paolo Gentiloni non dica una parola chiara su questa linea. E lo dico da suo supporter nr1”.
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PD: la chiarezza che serve
Ho sempre sostenuto che è sbagliato dipingere Nicola Zingaretti come la quinta colonna del M5S. Ho lavorato con Nicola a tante vertenze difficili e condiviso il progetto del “tavolo Roma”. Lo reputo una persona seria e capace. E tuttavia per la seconda domenica di fila arrivano dal Presidente della Regione Lazio e dal suo entourage messaggi quantomeno preoccupanti. La scorsa settimana in un’intervista sul Manifesto il suo braccio destro dichiarava inequivocabilmente l’intenzione di aprire un tavolo con il M5S, questa settimana una lettera di Zingaretti promette un incrocio di strade con l’iniziativa di D’Alema per riunire tutta la sinistra (leggi LeU) e negoziare un’alleanza con il M5S. In entrambi i casi Zingaretti si è affrettato a smentire protestando contro presunte “fake news”. Ma qui di fake non c’è proprio nulla. Si tratta infatti di testi e non di retroscena giornalistici. Per quanto mi riguarda un’alleanza con i 5S e il ritorno in campo di D’Alema e compagni vorrebbe dire la fine del Partito Democratico. Riunire un fronte democratico ampio e coeso è l’unico rimedio per combattere i sovranismi distruttivi. Ma considerare il M5S e chi ha alimentato il fuoco amico contro i governi del PD, da Emiliano a D’Alema, come possibili compagni di strada è semplicemente folle. Entrambi sono parte del problema e non della soluzione. Una parola chiara e definitiva di Zingaretti, e di Gentiloni che ne appoggia la candidatura, è necessaria e urgente.