Nel 2016 i casi di abuso sessuale e pedofilia gestiti da Telefono Azzurro sono aumentati del 3,4% rispetto al 2015: un totale di 301 situazioni di pronto intervento, attraverso la linea 1.96.96, il 114 Emergenza Infanzia e la chat di Azzurro.it, servizi gestiti dall’associazione, da trent’anni in prima linea nella tutela dei diritti dei minori, attraverso attività di ascolto e prevenzione messe in campo ogni giorno 24 ore su 24, con un team di psicologi e psichiatri infantili. Lo rende noto Telefono Azzurro che, in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, ha presentato il Dossier abuso sessuale e pedofilia. Uno “strumento per aiutare genitori, insegnanti e operatori del settore nella protezione di bambini e adolescenti, sensibilizzandoli su un tema e formandoli a riconoscere quelli che potrebbero essere i campanelli di allarme di un disagio”.
Secondo i dati Istat degli ultimi anni, nel 2016 le denunce all’Autorità giudiziaria per atti sessuali con minorenne sono state 505, quelle per corruzione di minorenne 148, mentre quelle per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico 614. I minorenni non sono solo vittime, ma sempre più spesso autori di reati sessuali: i dati più recenti, del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, evidenziano come tra i reati commessi da minori nell’anno 2016, 146 riguardino atti sessuali con minorenne (131 commessi da ragazzi e 2 ragazze (17). ”La Giornata Nazionale fa emergere, oggi più che mai, la necessità di risposte puntuali e dell’impegno della società civile, del mondo accademico e delle Istituzioni, delle Aziende, con l’obiettivo comune di proteggere e tutelare bambini e ragazzi – ha dichiarato il Ernesto Caffo, Neuropsichiatra infantile e Presidente Telefono Azzurro – Un problema complesso richiede risposte multi-disciplinari. Ogni percorso di prevenzione e formazione deve avere alla base elementi e conoscenze consolidati dalla ricerca, in un’ottica di integrazione tra professioni”.
In Italia è ancora parziale il monitoraggio sistematico da parte di organi istituzionali, che consenta di avere un quadro aggiornato, completo ed esaustivo della diffusione dell’abuso sessuale nei confronti di bambini e adolescenti, anche a causa dell’imponente sommerso e del silenzio che avvolge il fenomeno e impedisce alla vittime di chiedere aiuto. Inoltre, la PEDOFILIA in quanto disturbo consiste in una realtà estremamente complessa, che sempre più trova nella Rete nuove forme di espressione. E’ prioritario infatti, sottolinea Telefono Azzurro, pensare a modelli di prevenzione e intervento innovativi e integrati, che tengano in considerazione anche autori di questi tipi di reato. Drammatico anche lo scenario internazionale, i dati ufficiali del governo degli Stati Uniti indicano che circa 702.000 bambini l’anno sono vittime di violenze e maltrattamenti: nel 2015, circa 1 bambino su 10 (8,4%) è stato vittima di abusi sessuali; gli ultimi dati attualmente disponibili del Children’s Bureau, riportano come nel 2015 siano morti negli Usa per abusi 1.670 bambini. Secondo una recente analisi del National Center for Missing and Exploited Children (Ncmec), nel 2016 sono 859.500 i sex offenders registrati negli USA, il 25% dei quali minorenni. Intanto l’Interpol (2015) ha individuato ad oggi attraverso l’utilizzo dell’Icse (International Child Sexual Exploitation database, operativo dal 2009) più di 6.300 minori vittime di sfruttamento sessuale ed arrestato più di 3.200 autori di reato. Rivolgendo lo sguardo al contesto europeo, la prevalenza del fenomeno risulta altrettanto elevata: si stima che in Europa siano 18 milioni i bambini vittime di abusi sessuali, percentuale che oscilla secondo altri studi tra il 10 e il 20%. Solo in Gran Bretagna, sono oltre 57.000 i bambini vittime di abusi sessuali.