A un anno esatto dalle elezioni che avevano riconfermato al primo turno il sindaco di centrodestra Carlo Masci, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha ribaltato il verdetto delle urne, annullando la proclamazione degli eletti e disponendo la ripetizione del voto in 27 sezioni. Una decisione clamorosa che getta un’ombra sulla regolarità della consultazione e che ha portato i giudici a trasmettere gli atti alla Procura per valutare possibili reati.
La sentenza del TAR accoglie in parte il ricorso presentato da due cittadini vicini al candidato di centrosinistra, Carlo Costantini, e da un’ex consigliera comunale. Nel mirino, presunte irregolarità riscontrate in oltre due terzi dei 170 seggi. Nonostante le richieste di verifica e i rinvii, la sentenza odierna ha confermato i timori, parlando di “vizi che trascendono aspetti meramente formali” e di “numerosissime irregolarità” che impediscono di garantire “un sufficiente grado di certezza in ordine all’autenticità, attendibilità e genuinità delle operazioni e del risultato elettorale”.
Il punto focale della decisione ruota attorno alla prova di resistenza. Il sindaco Masci, infatti, aveva superato la soglia del 50% per soli 584 voti, ottenendo il 50,95% contro il 34,24% di Costantini. I giudici hanno stabilito che il numero di schede sulle quali sussiste “assoluta incertezza” supera di fatto la soglia di 584 voti, rendendo necessario ripetere le operazioni elettorali in tutte le sezioni in cui sono stati riscontrati vizi gravi.
Mentre la Procura valuterà eventuali ipotesi di reato, il TAR ha stabilito che “fino alla nuova proclamazione, a seguito del rinnovo parziale delle elezioni, gli attuali organi elettivi comunali continuano a esercitare le loro funzioni, per quanto attiene all’ordinaria amministrazione e agli atti urgenti e indifferibili”.
Immediata la reazione del sindaco Carlo Masci, che ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato. Il primo cittadino ha parlato di “errori formali dei presidenti di seggio” e ha definito la sentenza “travisante fatti e numeri, distorta nelle motivazioni, errata nelle conclusioni, ma soprattutto non rispettosa della volontà popolare”, paventando un “vulnus pericoloso” per la democrazia.
Di tutt’altro avviso Carlo Costantini, che ha dichiarato: “Il Tar ha accertato che il risultato elettorale non è attendibile, non è genuino e non è veritiero. Alla Procura spetterà il compito di accertare se si è trattato di brogli o solo di irregolarità, per quanto gravissime. I giudici – ha concluso – hanno ravvisato gravissime irregolarità in nessun modo sanabili”.
La città di Pescara si prepara dunque a un nuovo capitolo elettorale, con l’attesa di ulteriori sviluppi dalle indagini della Procura e dall’eventuale ricorso al Consiglio di Stato.