Pisapia invia un messaggio ad Orlando: ‘Anche noi stiamo lavorando a un nuovo campo largo e inclusivo, le porte di questo progetto politico sono spalancate a tutti coloro che hanno a cuore la ricostruzione del campo democratico e progressista’. Orlando replica: serve piu’ coraggio.
“Orlando e’ rimasto indietro. Forse non ha avuto il coraggio di fare le scelte giuste nel momento opportuno, pero’ ha capito che il Pd deve guardare a sinistra e non a destra”. Lo ha detto Giuliano Pisapia, leader di Campo Progressista, nel corso dell’iniziativa “Officine a Confronto” al teatro Franco Parenti di Milano, rispondendo alle parole del ministro della Giustizia che lo aveva invitato a scelte piu’ coraggiose. “A sinistra del Pd, che a sua volta e’ un partito molto frastagliato, ci sono tante forze con tante differenze. Per noi – ha aggiunto – l’obiettivo e’ un centrosinistra di governo che sia capace di sconfiggere le destre e il populismo. Invito al Pd, se e’ di sinistra, di guardare a noi e non dall’altra parte. Il Pd pero’ deve fare una scelta e non la sta facendo. Noi sfideremo il Pd e faremo ritrovare entusiasmo a quelli di sinistra che non vanno piu’ a votare, affinche’ ci sia una maggioranza di governo che porti avanti queste istanze”.
La ‘foto’ del nuovo centrosinistra non c’è stata. Invitati alla presentazione di Dems a Roma con Andrea ORLANDO, Giuliano Pisapia e Carlo Calenda hanno preferito inviare soltanto dei messaggi. “Capisco l’imbarazzo di Giuliano…”, dice Nicola Zingaretti dal palco. Per l’ex-sindaco di Milano, comunque, il dialogo col Pd non va interrotto. Parla di “centrosinistra di governo” nel suo messaggio aORLANDO. Dice al Guardasigilli che “le porte sono spalancate” e che “il nostro compito è procedere insieme”. Ma i bersaniani di Mdp stanno su tutt’altra linea. Per questo ORLANDO pressa Pisapia e lo invita ad avere “più coraggio” nel mollare chi un ‘centrosinistra di governo’ non lo vuole. Come Massimo D’Alema in versione “gruppettaro” che dice “che è meglio prendere il 2 per cento, che rompere coi valori della propria tradizione”, ricorda ORLANDO. E se Pisapia ‘spalanca le porte’ di Campo Progressista a Dems, ORLANDO puntualizza che non se ne andrà dal Pd e lancia un appello all’ex-sindaco: “Basta recriminazioni e rancori. A Pisapia dico: più coraggio, più coraggio per costruire la coalizione di centrosinistra e per dividere quelli che vogliono il centrosinistra, da quelli che non lo vogliono. Sia nel Pd che dentro la sinistra radicale”, sottolinea ORLANDO.
Il mantra, insomma, è il progetto di un nuovo centrosinistra. Senza il quale, dice Zingaretti senza giri di parole, il rischio è che si continui a perdere. “Tutti sappiamo che lo schema che si sta costruendo non va bene e non va bene perché ci fa perdere, come abbiamo già visto al referendum di dicembre e in troppi appuntamenti elettorali, come le amministrative. E, se non promuoviamo una grande discontinuità, rischia di farci perdere anche le prossime politiche e le prossime amministrative”. Ed ancora Gianni Cuperlo: “Solo un’alleanza larga ampia, progressista, di sinistra oggi è in grado di fermare l’avanzata di una destra che non abbiamo mai conosciuto, una destra che potrebbe cambiare il corso della storia di questo paese”. Pisapia condivide: “Spero con tutto il cuore che abbiate successo nel vostro intento di ‘unire per l’Italia’. Nel frattempo, anche noi stiamo lavorando a un nuovo campo largo e inclusivo e tengo a dirvi che le porte di questo progetto politico sono spalancate a tutti coloro che hanno a cuore la ricostruzione del campo democratico e progressista”. “Mentre molti dividono ed escludono, continuo a pensare che si possa uscire dalle difficoltà soltanto insieme, mai da soli. E se qualcuno testardamente vuole continuare a procedere da solo, penso che noi abbiamo invece il compito di procedere insieme. Non per noi, ma per il Paese”, dice Pisapia nel messaggio a Dems.
Ma unire, per Pisapia, non vuol dire immaginare operazioni tipo il listone di cui hanno parlato big del Pd come Matteo Richetti o Andrea Marcucci. “Purtroppo c’è ancora chi si ostina a fuggire dal guardare con occhi della verità la fotografia del Paese per concentrarsi su formule politiciste basate su meri calcoli algebrici. Si risponde con inverosimili listoni elettorali a chi, come noi, chiede un campo largo che possa accogliere chi oggi non si sente rappresentato”. Una coalizione dunque e soprattutto un progetto comune. Una linea a cui ORLANDO risponde anche avanzando una proposta di legge elettorale che preveda un premio di maggioranza. “Non rassegniamoci, non accettiamo la melina che si sta portando avanti: è melina dire ‘o ci stanno tutti o non si fa la riforma’. Non possiamo improvvisamente essere la forza dell’irresponsabilità. Non ci si può rassegnare alle larghe intese”. E la preoccupazione di andare al voto con le leggi uscite dalla Consulta, sottolinea ORLANDO, è condivisa anche da “altre aree del Pd”, alludendo a Dario Franceschini. Quindi un unanime appello per non mollare anche la battaglia sullo Ius Soli. Una legge “improcrastinabile” per Pisapia. Quanto a Calenda, rispetto alla discontinuità evocata dall’ex-sindaco di Milano, sottolinea i risultati dei governi Renzi-Gentiloni. E da “potenziale elettore di centrosinistra” osserva: “In un paese normale, un centrosinistra che ha governato con questi risultati nell’arco di una legislatura la prima cosa che dovrebbe fare è rivendicarli e dire quale è il prossimo step, non dividersi al suo interno”.