BERSANI, NESSUNA TRATTATIVA. BOLDRINI, NON CI SONO CONDIZIONI
‘Non vogliamo un’altra Sicilia, non possiamo non fare di tutto per unire, nella discontinuita’, per unire il centrosinistra’. Cosi’ Giuliano Pisapia, aprendo i lavori di ‘Diversa, una proposta per l’Italia’. ‘Lo dico al Pd, l’idea dell’autosufficienza e’ un suicidio politico: non possiamo lasciare il Paese alla destra’. Ma secondo Laura Boldrini ‘non ci sono le condizioni per una alleanza con il Pd’. Pier Luigi Bersani nega trattative con il Pd in vista di un’intesa per le politiche. ‘Citando il noto filosofo, a leggere di questa ‘grande trattativa’ cado dalle nubi”, twitta l’ex segretario. Repubblica oggi aveva fatto riferimento alla possibilita’ di un accordo tecnico con Mdp per i collegi uninominali. Per Veltroni la divisione ‘apre un’autostrada alla destra’.
“Non vogliamo un’altra Sicilia, dobbiamo trovare strumenti e contenuti che permettano l’unita’ di un centrosinistra radicalmente diverso dalle politiche degli ultimi anni, capace di dare una voce e una casa a chi non ce l’ha. Non e’ tattica elettorale come quella della destra ma e’ buona politica”. Cosi’ Giuliano Pisapia interviene durante l’iniziativa di Campo Progressista, questa mattina a Roma. “Mi rivolgo- continua Pisapia – al Pd: l’idea dell’autosufficienza e’ un suicidio politico, i nostri avversari sono destre e populismi. Non possiamo regalare il paese a chi lo ha distrutto piu’ volte” “Non vogliamo piu’- continua- che possano governare quelli che hanno disfatto il nostro paese. Nelle citta’ dove ha governato il centrosinistra e ora governa il centrodestra, molte delle cose buone che erano state fatte sono state cancellate. Pensate cosa puo’ succedere sui migranti, anche se su questo- puntualizza- condivido totalmente quello che ha scritto nei giorni scorsi Emma Bonino”.
“Abbiamo passato mesi a provare a tradurre l’utopia in progetto” e “oggi più di ieri dobbiamo ribadire che noi ci crediamo ancora, perché quella era la strada giusta”, dice Pisapia. “La prossima settimana sara’ importante, non vorrei dire decisiva. Lunedi il Pd si riunira’ con i gruppi dirigenti”, poi si riunira’ Mdp”: ha sottolineato Giuliano Pisapia, nel suo intervento all’assemblea del movimento in cui ha chiesto al Pd un segnale di discontinuita’ fin dalla manovra. “Non siamo per una deriva esclusivamente testimoniale”, ha ribadito Pisapia, ma “agli amici del Pd dobbiamo dire con forza”: “unita’ perche’ senza non si vince, discontinuita’ perche’ se non c’e’ e’ il Paese che perde. Dobbiamo essere capaci di declinare la discontinuita’, di metodo e di merito”, ha osservato chiedendo segnali forti sin dalla legge di Bilancio.
“La Legge elettorale non ci piace e mal si concilia con gli indirizzi della corte costituzionale. Lo dobbiamo dire: responsabile e’ un partito che si chiama democratico”, dice Giuliano Pisapia. “Avevamo chiesto poche cose- spiega – voto disgiunto e preferenza, ma ci hanno risposto picche. Ora pero’ dobbiamo confrontarci con questa legge”.
“Abbiamo chiesto centinaia di volte al Pd di guardare a sinistra e smettere di guardare a destra. Vogliamo un nuovo centrosinistra” e “un punto fermo è che non ci può essere nessun tipo di cammino insieme a chi pensa che nel nuovo centrosinistra ci debba essere un pezzo del vecchio o del nuovo centrodestra”. “Abbiamo chiesto centinaia di volte al Pd di smetterla di guardare a destra. Non può esserci nessun tipo di cammino insieme a chi pensa che nel nuovo centrosinistra ci possa essere un pezzo di vecchio o nuovo centrodestra”, ha detto Pisapia nel suo intervento. “Non è mai stata una nostra opzione e come abbiamo visto – ha sottolineato l’ex sindaco di Milano – nelle ultime elezioni perse non è accettabile per il nostro elettorato”.
Ci hanno chiamati ondivaghi, indecisi, deboli, ho incassato con molta pazienza, forse troppa”: così Giuliano Pisapia ha replicato alle critiche ricevute in questi mesi.
“L’obiettivo non è un’alleanza purché sia. Non basta mettere un simbolo accanto a un altro simbolo. E non basta neanche fare le alleanze ‘contro’, perché questo non mobilita nessuno”. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo a ‘Diversa’, iniziativa promossa dal leader di Campo Progressista Giuliano Pisapia.
Ho molto apprezzato l’appello di Pisapia all’unita’ e lo sosterro’ domani pomeriggio all’interno della direzione del mio partito”. Cosi’ Gianni Cuperlo, leader di Sinistra Dem, intervenendo all’assemblea di Campo Progressista, questa mattina a Roma. “Lo ripetero’ al segretario del Pd, ma e’ una responsabilita’ di tutti”, dice Cuperlo citando la Ginestra di Leopardi: “Se gli avversari incalzano, nessuna logica ti puo’ portare a scatenare la lotta nel tuo campo. Si faccia questo, si facciano i gesti necessari. Io credo che nonostante tutto, che nonostante noi, dobbiamo provarci”.
“La prospettiva e’ quella di un’alleanza con voi e Mdp, e su questo faro’ una battaglia nel mio partito. Dobbiamo ricostruire il campo della sinistra nel quale non c’e’ spazio per delle forze di centrodestra che vengono da culture troppe diverse dalla nostra, come abbiamo visto sullo Ius Soli”. Cosi’ Cesare Damiano, intervenendo all’assemblea di Campo Progressista, risponde a Giuliano Pisapia e Laura Boldrini. Nel suo intervento, infatti, la presidente della Camera aveva detto che, in questo momento, “non ci sono le condizioni per una alleanza con il Pd” mentre Pisapia aveva chiuso la porta ad una coalizione larga che potesse comprendere anche Ncd. Damiano risponde, annuncia “battaglia nel partito” e rilancia con i temi che, domani, la minoranza dem presentera’ in direzione in vista della prossima legge di bilancio per dare concretezza alla costruzione di una nuova alleanza di centrosinistra. “Basta incentivi a orologeria, devono essere per sempre e strutturali. Io- dice Damiano- propongo una misura riformista semplice: almeno sei anni di incentivi”. La discontinuita’ chiesta da Pisapiaarriva anche su i “licenziamenti che costano troppo poco e sono troppo facili, va ristabilita una proporzione. Io non penso si possa tornare all’articolo 18 ma vanno fatti degli interventi”, conclude Damiano citando, tra gli applausi, la vittoria di due autisti di Uber che, a Londra, hanno vinto una battaglia legale contro la multinazionale.
Molti segnali positivi di una volonta’ di ricomporre il centrosinistra negli interventi di Laura Boldrini, Giuliano Pisapia e Roberto Speranza. Restano distanze e differenze ma e’ possibile lavorare su cio’ che ci unisce e abbiamo tutti il dovere di provarci”. Lo scrive su twitter Dario Franceschini, ministro per i beni culturali.
“Se c’e’ un momento della storia recente del Paese in cui la sinistra deve avere il dovere di trovare la capacita’ di comporre le sue diversita’ e’ questo. Una campagna elettorale in cui si fa polemica l’uno con l’altro aprirebbe autostrade alla destra. Sarebbe una divisione irresponsabile della sinistra in un momento storico delicatissimo”. Lo ha detto Walter Veltroni, ospite di “Mezz’ora in piu'” su Raitre. “Sarebbe un segno di apertura molto importante da parte di Renzi dire che la legislatura si conclude con lo Ius Soli e il biotestamento”, ha proseguito Veltroni, per il quale c’e’ “il rischio di tornare a Ds e Margherita, due bonsai”. “C’e’ risentimento e ci sono problemi nella capacita’ di includere – ha spiegato l’ex leader del Pd in merito ai problemi del centrosinistra -. Conosco D’Alema e Bersani, non sono due estremisti, convivere con la diversita’ e il pluralismo e’ il dovere della politica, lo devono capire tutti, anche Renzi”.
Una porta chiusa, apparentemente: Roberto Speranza ha replicato con freddezza all’appello unitario di Giuliano Pisapia nel corso dell’assemblea di Campo progressista. “Unire (il centrosinistra, ndr) senza cambiare è una presa in giro, non basta, è una alchimia elettorale”, ha detto il coordinatore di Mdp. Per questo “quando leggo su Repubblica di una ‘trattativa’ fra Pd e noi, dico: il Pd non deve trattare con me con Bersani, con D’Alema. Deve recuperare gli insegnanti persi per una riforma sbagliata, deve recuperare i lavoratori, il mondo ambientalista oiffeso dal ‘ciaone’ al referendum sulle trivelle. Ce la faranno? Penso di no”. La radice della posizione politica di Speranza sta nell’analisi di questi anni: “Abbiamo sbagliato le politiche, siamo apparsi quelli che stanno coi vincitori della globalizzazione e non con chi non ce la fa. Anche io sono preoccupato – ha spiegato – c’è un Paese più debole, rotto, diviso, in cui il vero vincitore è l’astensionismo. Vedo una destra forte vedo il populismo crescere ma se non rispondiamo alla domanda ‘perché la destra è forte?’ ci resta solo l’alchimia elettorale”.”. “E’ vero – ha ammesso Speranza – che divisi si perde – ma anche uniti abbiamo perso, come a Sesto San Giovanni e Genova”. Lo scenario. A giudizio dell’esponente bersaniano, è da una parte “Salvini, Berlusconi, Grillo, Renzi”, elencati così, tutti insieme, e dall’altra parte “un pezzo di paese che non è rappresentato”. Ed è per quel pezzo di Paese che sottoscrivendo “ogni parola dell’agenda politica che Laura Boldrini ha descritto qui stamattina”, Speranza ha proposto a Campo progressista di “costruire insieme una alternativa”.
“Citando il noto filosofo, a leggere di questa ‘grande trattativa’ cado dalle nubi”. Lo scrive su Facebook l’esponente di Mdp Pier Luigi Bersani, in merito a quanto scritto oggi da La Repubblica.