Giuliano Pisapia annuncia in un’intervista al Corriere della Sera la decisione di lanciare un nuovo progetto politico dopo quello alla guida di Milano. Si chiamera’ Campo progressista e punta a raccogliere i voti per portare oltre la soglia del 40% la coalizione con il Pd che, secondo la legge elettorale uscita dalla Consulta, da’ la maggioranza per governare. ‘Non e’ l’ennesimo partito, ce ne sono gia’ troppi. Mi metto al servizio di un impegno politico collettivo’, dice. L’obiettivo e’ ‘spostare a sinistra il Pd’. Ma non fara’ la stampella di Renzi e dice no in anticipo all’alleanza con Alfano.
Non farà la stampella a Renzi ma vuole portare il Pd a sinistra, da dove, è sicuro, un’alleanza di centrosinistra può spiccare il volo, superare il 40%, vincere le elezioni e governare il Paese. Giuliano Pisapia scende in “campo di nuovo – dice in un’intervista al ‘Corriere della Sera – prima a Milano e oggi in Italia” preannunciando un “grande incontro” che si svolgerà a Roma l’11 marzo, con il varo su scala nazionale di Campo Progressista. Che, puntualizza, non è un partito, di quelli “ce ne sono già troppi. Mi metto al servizio di un impegno politico collettivo. Il protagonista non sono io. Sono loro: le associazioni che lavorano sul territorio, le amministrazioni locali, il volontariato laico e cattolico”. In “ottimi rapporti” con la presidente della Camera Boldrini, pronto a “parlare con tutti” pur di recuperare “milioni di voti persi” dal centro sinistra, Pisapia ha le idee chiare sul percorso da fare. “Faremo iniziative in diverse città, anche con sindaci e amministratori di piccoli e grandi Comuni. L’11 marzo faremo il primo grande incontro nazionale, a Roma. Poi apriremo le Officine per il programma”. Che ruolo avranno Sel e Vendola? “Sel si è divisa e si è sciolta. Il mio amico Nichi pensa che non sia più possibile costruire un centrosinistra con un Pd geneticamente modificato, scambiando Renzi con il popolo del Pd. Io la penso diversamente. Rispetto la sua posizione; chiedo rispetto per la mia”.
“La prospettiva – continua l’ex sindaco di Milano – è più ambiziosa: spostare il Partito democratico a sinistra. Per necessità numerica, il Pd è stato costretto a governare con forze che non erano né di sinistra né civiche. È il momento di andare oltre”. Per questo, Pisapia chiarisce che l’attuale quadro politico, basato sull’alleanza con Ncd, va superato. “Noi – spiega Pisapia – vogliamo essere l’embrione del nuovo centrosinistra; non possiamo stare con un partito di centrodestra. Rispetto Alfano, ma dai diritti civili alle politiche per i giovani siamo diversi”. Dal punto di vista numerico, quanto potrà pesare Campo Progressista alle elezioni? “Non lo so – replica Pisapia – ma penso che l’alleanza tra il Pd, noi, le liste civiche, gli ecologisti possa arrivare al 40%. Certo, bisognerà vedere se la legge elettorale consentirà le coalizioni. Siamo una forza autonoma; non possiamo certo entrare in una lista con il Pd”.