Serve una strategia nazionale sulla sicurezza sul lavoro e salute per un Paese migliore ed e’ una “questione di etica che non si risparmi mai sui costi della sicurezza”. Lo ha chiesto la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso dal palco del corteo unitario a Prato per le celebrazioni del Primo Maggio. “Abbiamo bisogno di una strategia nazionale, di una collettiva responsabilita’ dell’agire per affermare il diritto alla salute e sicurezza per costruire un Paese migliore”, ha affermato. Per questo, ha aggiunto, “innanzitutto noi da questa piazza riaffermiamo un principio: nessun profitto, nessuna velocita’, nessuna pressione puo’ mettere a repentaglio le nostre vite di lavoratori e lavoratrici”. Camusso ha chiesto a ognuno di fare la sua parte, “non di chiedere ad altri”. “A noi stessi – ha detto ancora – diciamo priorita’ alla contrattazione e che difenderemo ogni lavoratore che se non ha protezioni, assicurazioni, condizioni di sicurezza deve dire no”.
“L’Italia deve ripartire dal lavoro e dalla sua sicurezza. È il lavoro che unisce le generazioni e le differenti aree del Paese. La salute è un diritto ed un bene di tutti”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “E’ un appello alle imprese, che devono fare di piu’ negli investimenti per la sicurezza, la prevenzione degli incidenti, il rispetto delle leggi e degli accordi con il sindacato sulla tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici”, ha detto Furlan. “Ma e’ un appello forte anche alle istituzioni, agli enti pubblici, alle Regioni, a tutti quelli che hanno responsabilita’ e che devono vigilare di piu’ e meglio nei cantieri, nelle fabbriche, nei trasporti, nei servizi”, ha proseguito la leader della Cisl rimarcando che la salute e la sicurezza sono “un diritto per tutti”. Furlan ha posto l’accento anche sulla necessita’ di aumentare l’occupazione, a partire dai giovani, e di “recuperare i tanti posti di lavoro perduti a causa della crisi. Ecco perche’ oggi il nostro pensiero va a coloro che lottano per difendere il proprio posto di lavoro”, ha detto citando alcuni dei casi di crisi aziendale da Embraco ad Auchan, da Almaviva all’Ilva. E, inoltre, ha fatto riferimento anche ai lavori della gig economy: “siamo con i lavoratori di Amazon, di Foodora e di altre aziende che sono sottopagati e senza alcuna tutela, che sfrecciano per le strade ai ritmi serrati imposti dai computer che assegnano le mansioni e controllano le prestazioni. Non ci piace questo modello di sviluppo, dove c’e’ tanto sfruttamento, dumping nei contratti, rischi per la salute, negazione dei diritti umani essenziali e della dignita’ stessa della persona. Per la sicurezza e la salute ma non solo per questo c’e’ tanto bisogno di sindacato confederale nel nostro Paese”, ha rimarcato Furlan.
“Troppi morti sul lavoro solo per il profitto”. Lo ha detto il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo nel corso del suo intervento dal palco della manifestazione unitaria del Primo Maggio. “Dobbiamo fare in modo che questo cambi – ha aggiunto – altrimenti avremo altri morti sulla coscienza. Per questo non possiamo fermarci e dobbiamo andare avanti con la nostra battaglia. L’Italia e’ l’unico paese a non avere una strategia nazionale sulla sicurezza sul lavoro”.