TORINO, TENSIONI POLIZIA-NO TAV. LANDINI, UN SINDACATO UNICO PER LAVORATORI
OPrimo maggio, Festa dei lavoratori. Al Quirinale celebrazione con Mattarella, che poi in serata è partito per Parigi. Concertoni in piazza San Giovanni a Roma e a Taranto. Manifestazione nazionale dei sindacati in piazza Maggiore a Bologna. “Le ragioni storiche, politiche e partitiche che portarono alla divisione tra i sindacati italiani non esistono piu’. Oggi possiamo avviare un nuovo processo di unita’ tra Cgil, Cisl e Uil”. E’ l’appello lanciato dal leader della Cgil, Maurizio Landini, in una intervista a Repubblica.
Il leader della Cgil, Maurizio Landini, lancia la proposta di un ‘sindacato unico dei lavoratori’. “Le ragioni storiche, politiche e partitiche che portarono alla divisione tra i sindacati italiani non esistono piu’. Oggi possiamo avviare un nuovo processo di unita’ tra Cgil, Cisl e Uil”. Tensioni al corteo del Primo Maggio a Torino, dove la polizia ha bloccato, con una carica e manganellate, un gruppo di No Tav che da piazza Vittorio stava cercando di raggiungere la testa del corteo passando dai portici di via Po. C’e’ stato qualche spintone e il movimento No Tav ha gridato “vergogna, fuori la Digos dal corteo”. Il papa al termine dell’udienza generale ha invitato a pregare “specialmente per quanti non hanno lavoro, che e’ una tragedia mondiale di questi tempi”.
“Le ragioni storiche, politiche e partitiche che portarono alla divisione tra i sindacati italiani non esistono piu’. Oggi possiamo avviare un nuovo processo di unita’ tra Cgil, Cisl e Uil”. Lo dice in un intervista a Repubblica, Maurizio Landini, alla sua prima Festa del lavoro da segretario generale della Cgil. Un nuovo sindacato unitario che nasca “dal basso, dalla partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti e non, assecondato dalle scelte dei gruppi dirigenti”. “Perche’ aggiunge non deve essere un’operazione degli apparati burocratici”. Landini immagina che i tempi per arrivare all’unita’ tra Cgil, Cisl e Uil “siano adesso. E’ ora che c’e’ una richiesta perche’ nel lavoro e nella societa’ si costruisca una risposta alla frantumazione dei diritti e dei processi produttivi. In questo quadro va rafforzato il ruolo del sindacato e della contrattazione nei luoghi di lavoro. Il sindacato deve allargare gli spazi della sua rappresentanza, dobbiamo sempre piu’ far entrare nelle nostre sedi e nelle nostre piattaforme rivendicative i nuovi lavori, le differenze di genere, l’attenzione per l’ambiente”.
“Meglio lo zero punto uno che niente, ma non e’ neanche un prefisso, e poi se guardiamo i dati complessivi noi continuiamo a essere indietro”: cosi’ il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini ha commentato i recenti dati dell’Istat, riferendosi in particolare alla crescita del pil acquisita per il 2019 pari al +0,1%. “Vorrei ricordare che chi oggi plaude allo 0,1 dell’istat i e’ lo stesso governo che ha fatto un Def qualche settimana fa – ha spiegato Landini a margine del corteo del 1 maggio a Bologna – dicendo che non si cresce come si prevedeva e che se non cambia nulla tra tre anni la disoccupazione e’ ancora oltre il 10%. Quindi, e’ ora che si mettano d’accordo , non e’ che possono celebrare lo 0,1% e poi presentare dei documenti che dicono che non cambia nulla nei prossimi anni”. Secondo il leader della Cgil “se non c’e’ una ripresa degli investimenti non se ne esce. C’e’ da cambiare le politiche economiche e sociali. I numeri non tornano, siamo dentro ad un blocco. Se posso dare un consiglio – ha continuato Landini – anche i governi precedenti tutte le volte che c’era l’Istat brindavano, poi quando ci sono state le elezioni non hanno brindato perche’ la gente ha verificato che dire cresco” quando “intanto cresce la precarieta’ e calano i salari” significa che per i cittadini “non sta cambiando nulla”. Questo governo “se davvero vuol cambiare le cose – ha concluso il segretario generale della Cgil – si deve confrontare con i sindacati e con i lavoratori, non puo’ fare le cose senza confrontarsi e senza discutere”.
“Purtroppo il Paese e’ bloccato. La cosa vera e’ questa e noi dobbiamo sbloccarlo cambiando la linea economica che ha caratterizzato prima la finanziaria e poi il Def”. Cosi’ Anna Maria Furlan, segretaria generale della Cisl, a margine del corteo nazionale del primo maggio a Bologna, commenta i dati Istat sul Pil dell’Italia. “Investimenti, investimenti, investimenti – chiede Furlan – E sblocco delle infrastrutture. Ci sono tanti miliardi, un mare di soldi gia’ stanziati da sbloccare per creare finalmente 400mila posti di lavoro immediati”.
Il tour dell’Ugl “Lavorare per Vivere” a Palermo ha ricordato le 1133 vittime sul lavoro del 2018. Altrettante sagome sono state installate in piazza Politeama, di cui 104 di colore rosso, per sottolineare come il fenomeno sia cresciuto del 10% nel 2018, rispetto all’anno precedente. L’obiettivo e’ sensibilizzare le istituzioni e i cittadini affinche’ sia rispettato e garantito il diritto alla sicurezza sul lavoro. Secondo Paolo Capone, segretario generale Ugl: “occorre puntare su una maggiore cultura della sicurezza sui posti di lavoro e piu’ formazione per i dipendenti. Con il tour ‘Lavorare per vivere’ l’Ugl vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno delle ‘morti bianche’.Per questo stiamo dando il via a una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, affinche’ si affermi una diffusa e partecipata cultura della sicurezza sul lavoro nei confronti dei giovani che rappresentano i futuri lavoratori e imprenditori del nostro Paese. Basta morire di lavoro!”. Nei primi 4 mesi del 2019 la strage dei lavoratori non accenna ad arrestarsi: in base ai dati Inail gli incidenti sul lavoro con esito mortale sono 212. Si rilevano degli incrementi nel Centro e nel Mezzogiorno, con 5 casi in piu’ al Centro (da 39 a 44) e 8 decessi in piu’ al Sud (da 35 a 43) e nelle Isole (da 16 a 24). Nel solo trimestre gennaio-marzo 2019, in Sicilia, le morti sul lavoro sono pari a 15.