‘MAI MILITATO IN PARTITI NE’ AVUTO TESSERE’. FOA, NON VOLEVO OFFENDERE MATTARELLA
La commissione di Vigilanza sulla Rai ha espresso parere favorevole alla nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. I voti favorevoli sono stati 27, 3 i contrari, una scheda nulla e una bianca. Hanno votato 32 componenti della bicamerale su 40. E’ stato raggiunto quindi il quorum di due terzi previsto dalla legge per rendere efficace la nomina del presidente. “La votazione ha avuto esito favorevole”, ha annunciato il presidente della Vigilanza Rai Alberto Barachini.
“Tanti auguri al nuovo presidente della Rai Marcello FOA. Lo aspetta un compito non facile, ma sono sicuro che sara’ all’altezza. Anche in Rai tornera’ la meritocrazia! Sembrava impossibile, ma siamo gia’ sulla buona strada”. Cosi’, su Twitter, il ministro e vice premier, Luigi Di Maio.
Marcello Foa e’ il nuovo presidente della Rai. In commissione di Vigilanza questa volta ci sono stati i 27 voti a favore che servivano per il via libera alla ulteriore nomina fatta nei giorni scorsi dal Cda di viale Mazzini. Sono stati 32 i commissari che hanno preso parte alla votazione. A favore di Foa hanno votato Lega, M5s, Forza Italia e Fratelli d’Italia, per l’appunto i 27 che erano la soglia base. Tre i no, 1 scheda bianca e 1 nulla LeU. Pur presente, “per rispetto istituzionale”, Casini non ha preso parte alla votazione; il Pd non si e’ presentato. E’ possibile che ci sia stato un franco tiratore, perche’ erano 2 i voti contrari previsti, in base alle presenze. Si annunciano ricorsi sia da componenti Pd della commissione che dal consigliere Rai Borioni (Pd), oltre che dall’Usigrai, perche’ stando ad alcuni pareri legali Foa non poteva essere riproposto in quanto la prima indicazione non era passata in Vigilanza. In piu’, secondo questi pareri, Foa dovrebbe anche essere considerato decaduto da componente del Cda proprio perche’ non aveva ottenuto il via libera della commissione.
‘Non e’ mai stata intenzione offendere o mancare di rispetto al Presidente Mattarella: non e’ nel mio costume, raramente attacco e manco di rispetto, men che meno nei confronti della massima carica dello Stato, per il sentimento di stima nei suoi confronti, per il rispetto per il suo ruolo di servitore dello Stato e per la sua storia, che ha visto il sacrificio supremo di un membro della sua famiglia’. Lo ha detto il presidente Rai in pectore Marcello Foa in Vigilanza. ‘Mai militato in partiti ne’ avuto tessere, i miei valori pluralismo e indipendenza’, ha aggiunto.
“Ho messo a disposizione del governo, del Mef, il mio mandato e ho aspettato che valutasse se ci fossero margini e quando è stata riproposta la candidatura che non ho fatto io ma che mi è stata proposta ho pensato con estrema umiltà e rispetto delle regole che questa commissione potesse valutarla di nuovo. Sono molto rispettoso delle regole, non avrei accettato questo incarico se avesse violato delle regole”. Lo ha detto Marcello Foa nella sua replica in commissione di Vigilanza Rai rispondendo ad alcune osservazioni di esponenti Dem sull’origine e le caratteristiche del “mandato” ricevuto da Foa. Un mandato, ha ribadito lui, “non politico ma professionale”.
“Io sono per un’informazione libera e trasparente e che sappia riconoscere i propri errori perchè in Italia, a differenza ad esempio che nei paesi anglosassoni, c’è la tendenza a nascondere gli errori invece che ammetterli apertamente”, ha detto Marcello Foa, che ha sottolineato le parole chiave con cui si appresta a divenire, se avrà i due terzi dei voti della Vigilanza, presidente della Rai: “pluralismo”, “indipendenza”, “qualità dell’informazione, “capacità di servire i lettori con umiltà e onestà intellettuale”.
“Da anni combatto una battaglia intensa, motivata, irriducibile affinche’ la grande stampa riprenda un ruolo fondamentale nel Paese e le fake news perdano la loro attrattivita’ grazie al fatto che gente si riconosce nella grande informazione, anche quella della Rai”, ha detto Marcello Foa. “Sono a favore di un’informazione libera, trasparente – ha ribadito – e che sappia riconoscere i propri errori, un problema fondamentale per la maggior parte dei media: quando sbagliano, perche’ tutti sbagliamo, tendono a nascondere i loro errori anziche’ ammetterli apertamente, come fa invece la stampa anglosassone”.