MOODYS, DA SBLOCCO ALIQUOTE +2MLD TASSE A ENTI LOCALI
Slitta, probabilmente alla prossima settimana, il cdm che doveva varare oggi il decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100. E intanto Luigi di Maio annuncia che ci saranno ‘260.000 invalidi italiani che avranno accesso al programma del reddito di cittadinanza’. Per il vicepremier la misura non perdera’ 400 milioni ma li guadagnera’ perche’ e’ stata ridotta la platea degli stranieri. Il sottosegretario Durigon annuncia: trovate le coperture per evitare la stangata Ires al terzo settore. Moodys: con la riduzione del blocco di aliquote locali e addizionali su Irap, Imu/Tasi e Irpef, gli enti locali potranno raccogliere “fino a due miliardi di entrate aggiuntive”.
“La bozza del decreto sul Reddito di cittadinanza suscita forte preoccupazione per tempi, modalita’, personale e risorse. Purtroppo il dialogo con il ministro si e’ interrotto a ottobre. Per questi motivi ho chiesto un confronto urgente con il ministro Luigi Di Maio e spero che venga sanata la grave assenza di ogni riferimento alle Regioni e alle Province autonome, che hanno la titolarita’ dei Centri per l’impiego. E che nella stesura definitiva certe omissioni siano corrette e possano trovare spazio adeguato il principio della leale collaborazione e la concertazione istituzionale. Ingredienti comunque necessari quando di toccano materie di legislazione concorrente’. Lo afferma la Coordinatrice della commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni Cristina Grieco, dopo il confronto di ieri fra gli assessori al Lavoro delle Regioni.
Grieco ha precisato che ‘gli assessori hanno potuto analizzare solo la bozza di un testo che ancora non e’ stato loro trasmesso formalmente. Occorre riprendere subito il confronto istituzionale. L’ultima volta che ci siamo incontrati con Di Maio – prosegue – e’ stata il 16 ottobre, quando lasciammo una serie di proposte e indicazioni rispetto alle quali non abbiamo avuto risposta. Le Regioni sono pronte a fare fino in fondo la loro parte, ma pretendono la massima chiarezza sul processo attuativo, sulle risorse e sul personale. Anche perche’ i Centri per l’impiego, che ormai sono parte integrante della rete dei servizi per le politiche attive per il lavoro delle Regioni, rappresentano i nodi fondamentali di quella rete che dovra’ accompagnare e sostenere i cittadini che faranno ricorso al reddito di cittadinanza nella delicata fase di ricerca di occupazione stabile. Nei testi per il momento disponibili ci sono diversi campanelli di allarme: sappiamo che si implementeranno sistemi informativi nuovi, ma ancora non li abbiamo visti; ne’ abbiamo potuto sperimentare l’interscambio con quelli esistenti a livello territoriale; mancano i riferimenti alle risorse per la ristrutturazione, la modernizzazione tecnologica e la formazione dei centri per l’impego. Le Regioni sarebbero gia’ pronte a partire con i previsti piani straordinari di assunzioni che il Governo stesso aveva prospettato, ma sono ancora in attesa delle decretazioni necessarie’.