Il ministro dell’Interno Angelino Alfano apre al rinvio del referendum per l’emergenza terremoto, se le opposizioni (e in particolare Fi) lo chiedessero. L’ipotesi dura un paio d’ore. Poi arrivano la smentita ‘categorica’ di Palazzo Chigi, le parole di Renzi (‘manca un mese, la sfida e’ sul filo ed ogni voto e’ decisivo. Col No resta tutto cosi’ per decenni’), la netta chiusura delle opposizioni: Fi, M5s e Lega. Per Brunetta il rinvio ‘sarebbe da folli e irresponsabili, noi non siamo disponibili’; il M5s avverte il governo: ‘Non si azzardi a strumentalizzare per loschi fini politici e per rimandare una votazione che vede Renzi perdente’. Secondo la Lega, ‘Alfano o e’ un folle o gioca con i drammi del Paese’. Attesa intanto per oggi la decisione del tribunale di Milano sul ricorso di Valerio Onida, ex presidente della Consulta, contro il quesito referendario. Se fosse investita la Corte Costituzionale, sarebbe necessario rinviare il voto.
Dopo le dichiarazioni di Alfano è stato immediato il veto di Renzi che lo definisce ‘surreale’ e delle opposizioni. Quel che conta non e’ il futuro del Paese, dice il premier: ‘Se vince il No, e’ chiaro quel che faro”. Grillo: ‘Renzi ci lasci votare’. Brunetta: ‘Da irresponsabili’. Bossi: ‘Forse Alfano ha paura del voto’. Il Pd resta diviso, con Bersani che il 7 novembre andra’ in piazza in Sicilia per il No. Rossi pensa al dopo-Renzi )’Se saro’ segretario, mi dedichero’ solo al partito’) e annuncia che non sara’ alla Leopolda. Orfini ottimista sull’Italicum: ‘Tutti vogliono l’accordo tra i Dem’.
“Il governo non fara’ alcuna richiesta di rinviare il referendum ma qualora una parte della opposizione fosse disponibile a valutare un’ipotesi di questo genere io sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione”. Lo dice il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ai microfoni di Rtl, parlando del terremoto. Non sara’ dunque il governo a proporre il rinvio della consultazione referendaria ma se la richiesta arrivera’ dall’opposizione va valutata “anche perche’ – dice Alfano – ritengo che la cultura di Governo e la posizione politica di un movimento come Forza Italia che sta nel Partito Popolare Europeo e che e’ guidato da qualcuno che ha dovuto subire anche dei terremoti durante la propria gestione del Paese, mi riferisco a Berlusconi e L’Aquila, conosce bene quanto diventi prioritario rispetto a tutto, quanto diventi indispensabile recarsi sui luoghi del sisma, e quanto anche dal punto di vista dello spirito pubblico diventi difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito”.
Non c’è alcuna ipotesi di rinvio del referendum costituzionale del 4 dicembre, dicono oggi fonti di Palazzo Chigi dopo che in mattinata il ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva aperto a un possibile spostamento della data a causa del terremoto, se richiesto dall’opposizione.Le fonti smentiscono “categoricamente l’ipotesi”, e indicano anche che domani il premier Matteo Renzi ricomincerà la campagna referendaria, con un appuntamento già fissato alle 21 a Padova.
Da Forza Italia e M5s, le due principali forze di opposizione, è però arrivato un netto rifiuto all’ipotesi di rinvio.Intanto, il tribunale di Milano si è riservato la decisione su un ricorso presentato sul contenuto del referendum dal costituzionalista Valerio Onida. Secondo alcuni, se i giudici decidessero di rinviare la questione alla Corte Costituzionale, il referendum potrebbe slittare.
“I sondaggi iniziano ad andare male per Renzi. Così il referendum prima previsto per ottobre, poi slittato a dicembre, adesso lo vogliono far slittare, addirittura, in primavera. In avanscoperta viene lanciato il democristiano Castagnetti, papà politico di Delrio, che lancia per primo l’idea. Lo scopo è chiaro: fino a che i cittadini non si piegano al Sì voluto da Renzi, Jp Morgan ed i poteri forti, il voto democratico va rinviato. Evidentemente i sondaggi, che danno avanti il NO, fanno paura al governo”. Lo affermano i parlamentari M5s della Commissione Affari Costituzionali di Camera e Senato. “Gli italiani, infatti, a quali la riforma toglie il diritto di voto per l’elezione del Senato, sono sempre più convinti dell’impianto totalmente fallimentare di questa riforma e di come le priorità del Paese siano il reddito di cittadinanza, la lotta alla corruzione, gli aiuti alle piccole – medie imprese”, aggiungono. “Non si azzardino, dunque, a strumentalizzare le vittime del sisma per i loro loschi fini politici e ad usarli come scusa per rimandare una votazione che vede Renzi perdente. Il governo piuttosto tenga ferma la data del referendum e si concentri a garantire alle vittime del terremoto il loro pieno diritto di essere cittadini, attraverso il ripristino di case, scuole e presidi sanitari”, concludono.
“In merito all’assurda ipotesi su un fantomatico rinvio del referendum confermativo, gia’ fissato per il prossimo 4 dicembre – ipotesi che questa mattina il ministro Alfano ha subdolamente cavalcato, gettando la palla nel campo delle opposizioni – la posizione di Forza Italia e’ chiara e cristallina: rinviare la consultazione costituzionale sarebbe da folli e irresponsabili. Non siamo disponibili a prendere in considerazione ipotesi che vanno annoverate sotto la voce fantapolitica”. Cosi’ Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, boccia l’ipotesi di un rinvio del referendum costituzionale fissato per il 4 dicembre. “Il paese, a causa di Renzi e dei suoi cari – prosegue – e’ bloccato da piu’ di 30 mesi da questa schiforma, e adesso qualcuno pensa di allungare ulteriormente il brodo in modo opportunistico sfruttando una tragedia come quella del terremoto? Davvero insopportabile. Il popolo sovrano ha il diritto di esprimersi in merito ad una cattiva riforma della Costituzione portata avanti a colpi di maggioranza e a colpi di violenze nei confronti del Parlamento. Basta inquinare la nostra democrazia con voci e ipotesi inaccettabili e impercorribili”. “Si vada a votare il 4 dicembre e parallelamente si mettano in atto tutte le misure necessarie per far fronte all’emergenza terremoto. Magari, e qui ci rivolgiamo al presidente Renzi, coinvolgendo le opposizioni e convocando a Palazzo Chigi il Tavolo di coesione nazionale. Fare presto e bene per il sisma, ma il referendum e’ un’altra partita che con la devastazione che ha colpito il centro Italia nulla ha a che fare” conclude Brunetta.