Il referendum e le scadenze elettorali europee fanno aumentare la volatilita’ dei mercati con un andamento che segnera’ in Italia ‘un forte aumento a ridosso della prima settimana di dicembre’.
Bankitalia lancia l’allarme nel rapporto sulla stabilita’ finanziaria e sottolinea come l’indicatore del mercato azionario abbia subito un’impennata nella seconda meta’ del 2016. Il voto Usa ha fatto gia’ crescere i rendimenti di bond privati e spread.
Secondo gli ultimi sondaggio prima dello stop, il No e’ avanti, ma pesano gli indecisi. Renzi: ‘Sondaggi giu’? Divertitevi’. Mentre Grillo sul blog avverte il resto del No: ‘D’Alema, Bersani, Berlusconi vogliono potere nei partiti o nel governo, saranno spazzati via’.
I rischi legati alla crescita mondiale restano elevati, il ciclo macrofinanziario dell’Italia e’ debole, le tensioni sui mercati sono in aumento e gli indicatori di mercato registrano un aumento della volatilita’ attesa sulle azioni italiane nella prima settimana di dicembre, in corrispondenza con il referendum sulla riforma costituzionale. Sono questi alcuni dei passaggi piu’ significativi dell’ultimo Rapporto sulla stabilita’ finanziaria della Banca d’Italia. “Dopo le elezioni negli Stati Uniti – si legge sul Rapporto – i rendimenti obbligazionari sono aumentati in tutte le economie avanzate; lo spread sui titoli pubblici italiani e’ salito. Le prospettive di una crescita ancora modesta in Europa e l’incertezza legata agli sviluppi politici nei principali paesi avanzati potrebbero alimentare forti variazioni dei corsi delle attivita’ finanziarie nei prossimi mesi. Gli indicatori di mercato registrano un aumento della volatilita’ attesa sulle azioni italiane nella prima settimana di dicembre, in corrispondenza con il referendum sulla riforma costituzionale”.
“In Italia il ciclo finanziario resta debole, anche in prospettiva. Il credito al settore privato sta beneficiando molto gradualmente della moderata ripresa economica. Secondo nostre proiezioni, coerenti con gli scenari macroeconomici piu’ recenti, il rapporto tra credito bancario e prodotto resterebbe al di sotto del suo trend di lungo periodo anche per i prossimi due anni. La Banca d’Italia ha confermato il coefficiente della riserva di capitale anticiclica per le banche allo zero per cento”. MENO VULNERABILI FAMIGLIE E IMPRESE – “Le tensioni sui mercati hanno diminuito il valore della ricchezza finanziaria netta delle famiglie, i cui bilanci si mantengono tuttavia solidi grazie al contenuto livello dell’indebitamento. L’aumento del reddito disponibile e i bassi tassi di interesse rendono piu’ agevole il servizio del debito. La quota di famiglie finanziariamente vulnerabili e’ scesa e dovrebbe rimanere contenuta nel 2017, anche in uno scenario controfattuale sfavorevole di riduzione del reddito disponibile e di aumento dei tassi”. E anche per le imprese va meglio. “La situazione finanziaria delle imprese migliora, in virtu’ sia del recupero della redditivita’ sia del calo dell’incidenza degli oneri finanziari. Le disponibilita’ liquide hanno raggiunto livelli storicamente elevati. L’andamento del credito e’ fortemente differenziato, in ragione soprattutto della solidita’ dei bilanci delle imprese. La quota di debito che fa capo alle aziende vulnerabili dovrebbe continuare a diminuire nei prossimi trimestri”.
“Prosegue il riequilibrio dei bilanci delle banche italiane. Il tasso di deterioramento dei prestiti e’ sceso ai livelli piu’ bassi dal 2008 e dovrebbe continuare a contrarsi l’anno prossimo, con il proseguimento della crescita dell’economia. Anche la consistenza delle esposizioni deteriorate e’ diminuita. Il calo e’ stato favorito da alcune operazioni di cessione di sofferenze; altre sono state annunciate. Il tasso di copertura dei crediti deteriorati e’ aumentato, portandosi a un livello lievemente superiore a quello medio delle principali banche europee. I depositi di famiglie e imprese continuano a crescere. L’ampia partecipazione alle operazioni TLTRO2 dell’Eurosistema contiene il rischio di rifinanziamento e il disallineamento tra la durata finanziaria dell’attivo e quella del passivo, diminuendo l’esposizione a movimenti della curva dei tassi”. BANCHE: PATRIMONIO AUMENTA, REDDITIVITA’ SI RIDUCE – “Alla fine di giugno il rapporto tra il capitale di migliore qualita’ e le attivita’ ponderate per il rischio (CET1 ratio) era salito al 12,4 per cento. Il leverage ratio, che misura l’adeguatezza del capitale rispetto alle attivita’ non ponderate per il rischio, e’ migliore della media europea. I risultati dello stress test dell’EBA hanno confermato che i maggiori gruppi sarebbero in grado di fronteggiare scenari avversi, con l’eccezione di Banca Monte dei Paschi di Siena; contestualmente alla pubblicazione dei risultati, questo intermediario ha annunciato un piano di ricapitalizzazione e la cessione dei crediti in sofferenza. Nei primi sei mesi del 2016 la redditivita’ delle banche e’ diminuita. In prospettiva la debolezza del ciclo economico e l’eccesso di capacita’ produttiva continueranno a esercitare pressioni al ribasso. I timori suscitati negli investitori dalla scarsa redditivita’ e dal livello ancora elevato dei crediti deteriorati si sono riflessi sulle quotazioni azionarie, scese dall’inizio dell’anno. Il basso livello dei corsi – conclude via Nazionale – puo’ rendere piu’ difficili gli aumenti di capitale programmati e quelli eventualmente necessari, anche per effettuare operazioni di aggregazione”.
Le banche restano esposte a shock sui mercati e sulla crescita. “Nel complesso le banche rimangono esposte agli shock, di origine interna o internazionale, che possono riflettersi sui mercati dei capitali e sulla crescita economica. Sono inoltre fonte di incertezza diverse iniziative regolamentari in corso di completamento a livello internazionale; nell’attuarle e’ importante che si tenga conto, oltre che dei benefici attesi, dei costi di breve periodo”. E se da una parte si si riducono le attese sugli utili delle compagnie di assicurazione dall’altra si attenuano le tensioni finanziarie sui fondi immobiliari.