Sul referendum costituzionale e’ in corso “una sfida largamente aberrante. Non ritengo affatto che uno degli obiettivi della riforma sia tagliare il numero dei parlamentari, ma avere un Senato piu’ snello e rappresentativo dei bisogni territoriali. Non condivido altre motivazioni o toni”. Cosi’ Giorgio NAPOLITANO, ospite di ‘Porta a Porta’. “Voto si’ perche’ questa riforma consente all’Italia e al nostro sistema democratico di fare un grosso passo avanti rispetto a quello che non ha funzionato in questi anni”. Si tratta di una riforma “che puo’ ridare potere e limpidezza al parlamento”, termina il presidente emerito della Repubblica.
“Con questa riforma non si fanno miracoli ma si fanno passi avanti”. “I rischi di crisi finanziaria ci sono sempre e, in questa fase, possono anche accrescersi per conseguenza di eventi internazionali che conosciamo. Non vorremmo vedere elevarsi il famoso spread, dobbiamo stare molto attenti, comunque vada il referendum”. Queste le parole del presidente emerito della Repubblica, Giorgio NAPOLITANO, a “Porta a Porta”. “Abbiamo grandi potenzialita’. Non c’e’ una condanna al declino o emarginazione dell’Italia e dell’Europa, ma le sfide saranno dure. Su alcuni punti dobbiamo trovare convergenze, pur avendo posizioni diverse”.
Rispetto a quando l’Italicum fu approvato “è molto cambiato il contesto politico: ci sono tre raggruppamenti in gara” e in tre si spartirebbero il cento per cento dei voti e al ballottaggio chi prendesse anche solo il 29 per cento, rispetto al concorrente, “avrebbe una tale prevalenza che non va bene per nessun partito”, ha detto il presidente emerito della Repubblica Giorgio NAPOLITANO. “Da parte del Partito democratico -ha aggiunto- è stato annunciato un cambiamento e io sono favorevole a questo cambiamento”.
“Non si vota pro o contro questo governo. Si vota quello che e’ scritto nella legge. L’occasione per giudicare Renzi ci sara’ con le prossime elezioni che al momento si terranno nel 2018”.