“Ieri, contronatura, ho fatto una proposta di mediazione ulteriore. Se non si fidano fanno bene a votare no. Io ho cercato di tenere tutti in campo e tutti in squadra, ma non posso obbligare nessuno, siamo un partito democratico”. Così Matteo Renzi, ospite di Politics su Rai3.
“Il Pd e’ l’unico partito che quando deve discutere accende lo streaming, qualcuno dice che c’e’ anche troppa discussione”. Cosi’ il presidente del Consiglio, Matteo RENZI, a “Politics” su Rai Tre. “Preferirei si litigasse di meno, ma e’ un fatto bello – aggiunge RENZI -. Il Pd ha deciso di votare Si’ al referendum, alcuni hanno deciso di votare No, decisione che rispetto ma penso sia contraddittoria, se questa riforma l’hai votata tre volte in Parlamento. Comunque siamo un partito democratico, non posso obbligare nessuno”.
“Io rispetto tutti, ieri ho fatto, ‘contronatura’ anche una proposta di mediazione. Oh, se non si fidano fanno bene a votare no, ma se la riforma l’hai votata tre volte alla Camera e tre volte al Senato. Io, da segretario e allenatore, ho cercato di tenere tutti in squadra”, dice Matteo RENZI su Rai tre. “Il Pd è l’unico partito che quando deve discutere accende lo streaming – rivendica il premier – Qualcuno dice pure troppo, c’è anche gente che non ne può più dei litigi tra i nostri iscritti, che dice ‘qui si litiga dalla mattina alla sera’. Ieri Cuperlo e Speranza hanno parlato contro la mia relazione, è un fatto bello, democratico. Preferirei che si litigasse meno, ma lo streaming è un fatto bello. Aspetto il giorno in cui lo faranno anche gli altri”.
Matteo Renzi votò no al referendum sulla riforma costituzionale del centrodestra perché dava al presidente del Consiglio il potere di sciogliere le camere: “Ho votato no perché non c’era soltanto la riforma del numero dei senatori, ma anche perché si dava al presidente del consiglio dei ministri il potere di sciogliere la Camera. Si davano poteri decisamente maggiori di quelli di oggi”, ha detto.
“La legge elettorale non e’ la cosa piu’ importante per questo paese. Noi abbiamo messo la fiducia sul ballottaggio perche’ e’ una proposta storica per questo paese. Ora non capisco come si possa dire che il ballottaggio e’ antidemocratico”, ha detto il premier a Politics. RENZI aggiunge: “Ma detto questo, va bene: vogliamo fare col primo turno, col secondo… Per me la cosa piu’ importante e’ che siano i cittadini a decidere. Non si puo’ tutte le sante volte continuare a passare le ore, le settimane, a discutere di cose che interessano solo gli addetti ai lavori. A me il terremoto toglie il pensiero e il sonno. E non la legge elettorale”. “Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sul terremoto, spero che sarà approvato all’unanimità anche delle opposizioni”.
“La stragrande maggioranza dei nostri elettori non ne può più di discussioni e divisioni costanti nel gruppo dirigente, anche perchè non capiscono perchè si fa una Direzione e si apre e il giorno dopo qualcuno evoca una scissione che poi viene smentita”. “La minoranza del mio partito ha detto che non si devono andare a prendere i voti destra. Ho capito perchè si chiamano minoranza…”, ha aggiunto il segretario Pd.
“Il Pd ha ogni quattro anni un congresso, li facciamo solo noi, gli altri fanno i contratti, le cene. Entro l’8 dicembre del 2017 ci sara’ il congresso, chi avra’ un voto in piu’ vincera’, ma il referendum riguarda il Paese”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo RENZI, a “Politics” su Rai Tre. “Bersani fuori dal Pd? Ovviamente no, decideranno gli elettori del Pd chi dovra’ guidare il partito dopo il congresso”, ha aggiunto RENZI.
“Marino si e’ dimesso lui, poi ha ritirato le dimissioni. Un sindaco si giudica sulle periferie, sui rifiuti, su come tiene le strade, Marino si e’ dimesso”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo RENZI, a “Politics” su Rai Tre. “Lui ha ritirato le dimissioni e poi i consiglieri comunali del Pd sono andati dal notaio”, ha aggiunto RENZI. “Se questa scelta sia collegata o meno agli scontrini, direi di no”, ha sottolineato il premier. “Il fatto che sia stato assolto – ha proseguito – e’ un bene, e vale per tutti, su Marino il problema non erano gli scontrini, erano le buche o gli autobus che non passavano”.
