In vista del referendum costituzionale “il no e’ avanti ma anche i sondaggi nell’ultima settimana delle europee davanto un testa a testa PD-M5S, poi negli ultimi dieci giorni e’ successo qualcosa e il Pd ha vinto nettamente”. Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa da palazzo Chigi per i mille giorni del suo governo, che anche sul calo personale del consenso storce la bocca. “A dire il vero- ricorda Renzi- anche nelle ultime amministrative e’ accaduto lo stesso, ma al contrario. Non immaginavamo ad esempio che a Torino si potese passare da +13 a -10/-15. E lo stesso a Roma, questa- termina- e’ la bellezza della politica”. “Vedo la partita referendaria totalmente aperta in virtù del grande numero di indecisi”.
Matteo Renzi, rispondendo alle domande dei cronisti sul referendum del 4 dicembre, ha risposto a chi gli chiedeva cosa farà in caso di vittoria del No. “Sono mesi che stiamo cercando di spiegare che non è un referendum sul governo o sul Primo Ministro, ma capisco che le opposizioni vogliano personalizzare il referendum”. Il premier, che ha parlato durante la conferenza stampa sui mille giorni del suo governo, si è detto fiducioso: “Sono convinto che ci siano margini per la vittoria del Sì, malgrado quello che dicono i sondaggi – ha spiegato – ma se dovesse vincere il No, verificheremo la situazione politica, perché questo è un governo nato per fare le riforme”.
“Ci sono tantissime cose che ho da rimproverarmi ma finalmente c’e’ un Paese che le cose le fa. Poi mi domando sempre come abbiamo fatto mettendo tre miliardi nella scuola a fare arrabbiare tutti. Evidentemente qualcosa non ha funzionato”. Lo afferma il premier Matteo Renzi alla conferenza stampa sui 1000 giorni di governo a Palazzo Chigi. Ora “nessuno mette in dubbio il fatto che oggettivamente l’Italia si e’ rimessa in moto”, aggiunge il capo del governo.
“Le leggi che mi sono rimaste più nel cuore sono quelle ‘da boyscout’, che riguardano l’anima sociale del Paese e quelle sulla cultura”, ha detto Renzi in conferenza stampa. Il premier ha menzionato anche “il Jobs Act come una legge incisiva e che ha rimesso in modo l’occupazione purtroppo per il momento solo al Nord”, l’obiettivo è farlo “anche al Sud”.
Questo referendum non e’ su di me”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel corso della conferenza stampa indetta per fare il punto sui mille giorni di governo. “Gli ultimi sondaggi hanno fallito. Sia alle europee che alle ultime amministrative”, ha proseguito. “E’ vero che e’ in vantaggio il No ma fino adesso i sondaggi hanno fallito non vedo perche’ debbano essere corretti proprio ora. Gli italiani voteranno in base al quesito e sara’ un esercizio di voto molto piu’ ampio di quanto ci immaginiamo. Andranno a votare in molti”, ha detto specificando che la partita si giochera’ sugli indecisi. “Considero questo come un fatto naturale e fisiologico e reputo ovvio l’assioma per cui con le riforme il Pil vada su e senza le riforme salga lo spread. E’ logico”, cosi’ replica in merito alla ‘volatilita” del mercato annunciata da Bankitalia in corrispondenza del Referendum. “Detto questo chiarisco in modo molto forte che compito di chi sostiene la campagna per il Si non e’ questa la carta da giocare: quella della paura. Ma cercare di riempire di motivazioni buone la campagna referendaria”.
“Questo governo – insiste il presidente del Consiglio – e’ nato per cambiare e per fare le riforme istituzionali. Se i cittadini bocciassero queste riforme verificheremmo la situazione politica ma anche a costo di sembrare ingenuamente ottimista io continuo a pensare che ci sia nella pancia del Paese una voglia straordinaria di cambiamento. Tutto dipendera’ come verra’ fatto l’ultimo miglio della campagna. Credo che gli italiani abbiano voglia di cambiamento”. Al Nazareno, a quanto apprende IL VELINO, si stanno preparando grandi cose per l’ultima fiammata della campagna referendaria.
“Non e’ usuale che un governo raggiunga il giorno numero 1000, in Italia e’ accaduto nel dopoguerra solo a Berlusconi e a Craxi. Dei 63 governi che si sono succeduti in questi 70 anni il nostro e’ il quarto per longevita’”, ha detto Renzi. Che ha presentato una slide sul numero degli occupati e dei nuovi posti di lavoro. “Registriamo 656mila occupati in piu’, di cui 487mila occupati permanenti”. E ancora: “Questi sono numeri che non hanno alcuna possibilita’ di essere discussi, sono dati Istat, non ci rendono ancora soddisfatti ma e’ un dato rilevante. Prima c’era un’ecatombe di posti di lavoro, ora non andiamo ancora bene ma andiamo meglio. Chi nega la relazione con il jobs act nega la verita’”.
Migliorano gli indicatori economici: “La crescita non e’ soddisfacente ma decisamente migliora: dal febbraio 2014 a oggi il Pil e’ cresciuto dell’1,6%”. E ancora: “E’ diminuito il rapporto deficit pil, il debito comincia a scendere, i consumi salgono”. “Siamo soddisfatti? – si chiede il premier? – no, abbiamo fame di futuro, abbiamo voglia di crescere. Ma i numeri dimostrano” che l’economia migliora. “Oggettivamente l’Italia oggi si e’ rimessa in moto – dice Renzi – Noi non vogliamo sentirci dire che faremo la fine della Grecia ma faremo meglio della Germania”. “La riforma del Jobs act – dice – non e’ la migliore legge possibile ma e’ quella che piu’ ha inciso nella realta’, quella che ha rimesso in moto l’occupazione purtroppo solo al Nord. Ora bisogna agire nel Mezzogiorno”. Ma le riforme “a cui sono piu’ affezionato sono quelle, passatemi il termine, da boy scout: sulla cultura e sulla societa’”.