Subito dopo che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni come conseguenza della vittoria del no alla sua proposta referendaria, la sensazione che emerge dalla stampa internazionale e’ che in Italia abbia vinto la corrente populista e antieuropeista. La Bbc, dopo aver riportato il tweet esultante del capo della Lega Matteo Salvini, cita subito un altro leader dell’estrema destra europea, Marine Le Pen: “Gli italiani hanno detto no all’Ue e Renzi. Dobbiamo ascoltare questa terza liberazione delle nazioni”, riferendosi probabilmente alla Brexit in Gran Bretagna e alla vittoria di Trump negli Stati Uniti, di cui ancora lei era stata la prima a rallegrarsi via Tweet. Lo spagnolo ‘El Pais’ in un articolo di opinione, oltre a sottolineare che la campagna per il no apparteneva ai movimenti di destra, sottolineava anche l’adesione di una parte della stessa sinistra dello schieramento di destra, “persone che non saprebbero mettersi d’accordo neanche per organizzare una merenda insieme”.
vittoria del no. Se dovesse affermarsi questo esito- commenta l’emittente statunitense- il primo ministro Matteo Renzi “sarebbe costretto alle dimissioni, una grave crisi si abbatterebbe sul Paese” e infine l’Italia “sarebbe costretta a lasciare l’eurozona”. Quindi, fa la conta dei problemi economici: debito pubblico crescente, stagnazione economica, affanno delle banche – viene citata la questione del Monte de’ Paschi di Siena. Anche il britannico ‘Guardian’ si sofferma su questi problemi – riportando la notizia del vantaggio dei no data dagli ultimi exit poll – ma analizza con maggior impegno i possibili scenari politici: se da un lato si potrebbe profilare la vittoria del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni, dall’altro sembra improbabile che otterranno la maggioranza e quindi si farebbe strada un governo di coalizione. A quel punto, i grillini lavorerebbero per un nuovo referendum, questa volta per chiedere ai cittadini se restare nell’eurozona. ‘Le Monde’, storica testata francofona, rilancia un articolo di analisi in cui Matteo Renzi viene definitivo “un kamikaze” della sinistra italiana, che ora sarebbe sul punto “di uscire dal Parlamento nello stesso modo con cui vi e’ entrato: ‘per scasso'”. Per descrivere il personaggio, si torna a una sera qualsiasi del 1994, quando appena 19enne, apparve per la prima volta sul piccolo schermo come concorrente di ‘La ruota della Fortuna’, “molto piu’ di un gioco televisivo. Questo programma e’ un’istituzione, la nave ammiraglia dell’impero Berlusconi, e il suo animatore, Mike Buongiorno, sorriso inossidabile e pettinatura millimetrica, e’ a quell’epoca uno dei personaggi piu’ popolari – ma anche tra i piu’ detestati – del Paese”.