Scatta oggi a Roma la due giorni che porra’ intorno allo stesso tavolo magistrati italiani ed egiziani che da 8 mesi cercano la verita’ sulla morte di Giulio Regeni. I due giorni di incontri tra magistrati italiani ed egiziani saranno decisivi per il futuro dell’indagine sull’omicidio del ricercatore friulano. Il procuratore generale Nabil Ahmed Sadek e il team di quattro magistrati egiziani che si occupano del caso incontreranno il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Sergio Colaiocco, che coordinano l’inchiesta sulla morte di Giulio.
Le riunioni, per motivi organizzativi e di sicurezza, si terranno alla Scuola di polizia di via Guido Reni, nella struttura dove si tenne il precedente incontro tra le autorità giudiziarie, esattamente 5 mesi fa.Proprio da quell’incontro, che fu fallimentare tanto da spingere la Farnesina a richiamare l’ambasciatore in Egitto, si ripartirà domani.Sono previste tre sessioni di lavoro, tra giovedì pomeriggio e venerdì: fondamentale sarà lo scambio di atti legato alle richieste arrivate tramite rogatoria, che ancora non hanno avuto risposta, a cominciare dai dati sulle celle telefoniche. Il tema era stato motivo di rottura nel precedente incontro. Anche nelle settimane successive alla riunione, dal Cairo, si era sottolineata l’impossibilità, per ‘motivi di sicurezza’, di fornire i dati chiesti da Roma e ritenuti indispensabili alle indagini. Nella due giorni ci sarà anche uno scambio di punti di vista sullo stato delle indagini e prospettive sul proseguo.Intanto, sul fronte delle indagini, novità potrebbero arrivare dalle carte spedite a Roma dall’Università di Cambridge. La documentazione è giunta a piazzale Clodio a seguito della rogatoria partita dopo la trasferta a Cambridge, del 6 giugno scorso, del pm Sergio Colaiocco. Si tratta di un’ampia documentazione sull’attività svolta dal ricercatore friulano presso l’università inglese. Una seconda tranche di materiali arriverà nei prossimi giorni dal College di Girton, altra struttura dell’università britannica nella quale studiava Giulio.Il cadavere di Giulio Regeni, che aveva 28 anni, è stato ritrovato il 3 febbraio scorso alla periferia del Cairo, lungo la strada che collega la capitale egiziana ad Alessandria. Sul corpo erano evidenti i segni di torture e sevizie alle quali, secondo l’esame autoptico, il giovane e stato sottoposto nei giorni successivi alla sua scomparsa, il 25 gennaio, prima di essere ucciso. A oltre sette mesi dell’omicidio, l’autorità giudiziaria egiziana non ha ancora fornito una pista credibile sulla vicenda.