Il leader del Pd torna a bocciare qualsiasi ipotesi di larghe intese e considera fattibile un risultato positivo per i dem: “La partita e’ totalmente aperta”, osserva Matteo Renzi, “e’ una sfida bella e il nostro obiettivo e’ di essere il primo partito e primo gruppo parlamentare, un risultato assolutamente alla portata”.
‘Di Maio e’ diventato il capo del partito degli impresentabili’ e il M5s ‘e’ fondato da un pregiudicato che ha problemi con l’evasione’. E’ il durissimo attacco di Matteo Renzi che su Radio Capital non risparmia frecciate a 360 gradi agli avversari politici. A partire da D’Alema che ‘dal giorno dopo le Europee ha cercato di distruggere dall’interno l’esperienza del Pd’. Fino a Berlusconi: ‘Chi crede alla flat tax fa prima a credere a Babbo Natale. Niente larghe intese, non sono mai iniziate’.
Il Movimento Cinque Stelle “e’ fondato da un pregiudicato che ha problemi con l’evasione”, cosi’ Matteo Renzi a Radio Capital. In un altro passaggio, il segretario del Pd ha definito i Cinque stelle “impresentabili”, i “truffatori del bonifico”.
Devo farle sentire Massimo D’Alema… “E’ proprio necessario? I bimbi sono a scuola si puo’ fare…”, scherza Matteo Renzi a Radio Capital. E aggiunge a proposito delle parole di D’Alema a Romano Prodi. “Che D’Alema abbia una relazione complicata con tutti i leader del centrosinistra e’ noto. Dal giorno dopo le elezioni europee Massimo D’Alema ha cercato di distruggere dall’interno l’esperienza del Pd. Oggi si sappia che un voto dato a D’Alema e al suo partito e’ regalato a Salvini e Berlusconi. E’ matematico”.
“Il mio rapporto con Gentiloni…come si fa a parlare di antagonismo? Abbiamo sempre lavorato insieme a tutti i livelli e lavoriamo bene. Che sia apprezzato e’ un punto di forza per il Pd, spero e credo che questo aiutera’ la campagna elettorale non soltanto nei collegi dove e’ candidato Paolo”. Cosi’ il segretario del Pd. “La discussione non puo’ essere su potenziali differenziazioni interne alla squadra del Pd quando tu hai una squadra solida e forte”, aggiunge.
“Sull’indagine sui rifiuti e’ bene si vada a sentenza e che chi sta rubando paghi. In questa vicenda e’ evidente la strumentalizzazione di DI Maio che da una settimana era in crisi per il caso rimborsopoli e ora mostra poco senso garantista, lo ha solo quando si colpiscono Appendino e Raggi. De Luca si e’ tirato indietro e si e’ dimesso, ha detto che non c’entra nulla e fatto un gesto che chiude le polemiche. Io non sono perche’ un indagato debba dimettersi, un condannato deve farlo. Ha fatto un bel passo, se ne e’ andato. I punto e’ che DI Maio, nella foga di strumentalizzare questa storia, arriva a dire la parola ‘assassini’. Gli chiedo di rinunciare all’immunita’, vada in tribunale e vediamo se deve o no pagare i danni per quel che ha detto”, ha detto il segretario del Pd, aggiungendo, rispondendo ad una domanda su Vincenzo De Luca, che questi “ha uno stile che non tutti condividono ma non ha mai avuto problemi con la giustizia. La sua onesta’ non e’ mai stata messa in discussione, lo stile e’ certamente diverso dal mio”.