Il premier ricorda che lo scorso anno il governo fu ‘piu’ prudente della realta”; la crescita e’ ripartita ma, ammette, abbiamo il freno a mano tirato. Stop dalla minoranza Pd.
“L’ultimo anno siamo stati più prudenti della realtà, perchè alla fine i dati sono andati meglio di come li avevamo preventivati. Sono previsioni: vedremo fra un anno chi sbaglia”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato a Radio Capital. “Detto questo, stiamo parlando di decimali di differenza, e tutte le volte è la stessa solfa – aggiunge Renzi – Riusciranno ad avere le coperture e a fare ciò che avevano promesso? Per il momento, le coperture, le abbiamo sempre trovate”.
Le opposizioni in commissione Bilancio della Camera hanno raccolto le firme per chiedere una nuova audizione del ministro Padoan. Le stesse opposizioni in Aula hanno poi accusato il governo di aver diffuso nella nota di aggiornamento al Def cifre “non reali”. E’, a loro giudizio, anche in atto un “conflitto istituzionale” tra il governo e l’Ufficio parlamentare di Bilancio che ieri non ha validato il quadro programmatico dei conti per il 2017, ovvero non ha dato il via libera alla stima di crescita del Pil all’1% per il prossimo anno. Infine il presidente della Commissione, il deputato Pd Francesco Boccia, ha sollecitato Padoan a “prendere tempo per integrare le informazioni”.
Matteo Renzi usa il sarcasmo quando gli si chiede se il Pd presenterà o no una proposta di riforma elettorale. Parlando a Radio Capital il premier si lamenta della “domanda in politichese” e replica: “Il Pd, attesa la discussione in Parlamento sulla legge elettorale, accetterà volentieri di disporsi a un clima di dialogo e confronto con le altre forze politiche acciocché si possa verificare l’ipotesi di una modifica, alla quale non ci sottraiamo. Piaciuta la risposta in politichese?”.
Un confronto durato piu’ di venti minuti. Gianni Cuperlo e Pierluigi Bersani ieri mattina in un corridoio del Transatlantico hanno parlato a tutto campo di Italicum e referendum. Sul tavolo la campagna elettorale di Renzi, il tentativo portato avanti di dividere la minoranza dem e dare l’immagine di un partito il piu’ possibile compatto all’appuntamento del 4 dicembre. I bersaniani continuano a restare sulle barricate: Speranza, in un’intervista, ha ribadito che se non cambia il sistema di voto la decisione sara’ netta. L’ufficialita’ sul no al referendum dovrebbe arrivare dopo la direzione prevista per il 10 ottobre. “Quella e’ l’ultima occasione”, e’ l’avvertimento. La proposta della minoranza e’ il Mattarellum 2.0, ma – viene spiegato – “non c’e’ nessuna preclusione a discutere seriamente, qualche abboccamento c’e’ stato, ma nulla di concreto, aspettiamo che si faccia avanti il governo”. Il nodo resta l’Italicum.
“Non e’ pensabile che la svolta sui rifiuti” a Roma “sia quella di continuare con il sistema che e’ andato avanti per anni e anni, anche per responsabilita’ del Pd che a Roma in passato ha sbagliato”. Matteo RENZI spiega di nutrire massimo rispetto per il sindaco Raggi, ma contesta “la doppia morale dei Cinque stelle perche’ quando hanno un problema in casa loro, allora certe regole non valgono. Quando ce l’ha il Pd, ci attaccano. Si pensi a quelli indagati e prosciolti, come il consigliere regionale Stefano Graziano, che hanno definito camorrista e poi e’ stato prosciolto. Si pensi se qualcuno del Pd avesse fatto quello che ha fatto la Raggi” e cioe’ “affidare la gestione dei rifiuti a una professionista che ha lavorato, totalmente collegata, coi principali esponenti di mafia capitale: loro ci avrebbero attaccato. Per una foto di Poletti con Buzzi hanno massacrato il povero Poletti per settimane e settimane”.
Via libera del Consiglio dei Ministri alla Legge della Regione Lazio numero 12 del 10 agosto 2016 “Disposizioni per la semplificazione, la competitivita’ e lo sviluppo della regione”. Il Cdm che si e’ riunito ieri, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, non ha proposto l’impugnativa, si legge in una nota.