Non si placano le proteste negli Stati Uniti contro l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump. A Portland una vera rivolta e’ stata sedata dalle forze dell’ordine con l’uso di pallottole di gomma e spray al peperoncino. Arrestate 29 persone. Il neo presidente ha parlato in un primo momento di ‘contestatori di professione’, poi ha teso la mano ai manifestanti con un tweet: ‘Ci uniremo tutti e ne saremo orgogliosi’. Intanto ha promesso decisioni ‘a breve’ sulla squadra di governo e ha avuto un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca Merkel che si e’ congratulata e ha ribadito l’offerta di collaborazione. Trump sentira’ in giornata anche Hollande: ‘Dovro’ chiarire e far chiarire delle posizioni. Dobbiamo parlarci in modo franco’, ha detto il presidente francese.
Alla terza notte di proteste, la polizia comincia a chiamarla “rivolta”. Migliaia di persone sono scese in piazza a Portland, in Oregon, contro l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump. In città, la marcia pacifica si è poi trasformata in uno scontro con la polizia, secondo cui degli “anarchici” nascosti tra i manifestanti hanno tirato oggetti contro gli agenti e si sono resi colpevoli di atti vandalici contro auto e negozi. La polizia l’ha definita pubblicamente “una rivolta”, a causa dei “comportamenti pericolosi e criminali diffusi” tra i manifestanti, definendo poi la protesta “illegale”, afferma la Cnn, citando l’account del dipartimento di polizia su Twitter. Le proteste si sono verificate in molte città degli Stati Uniti, incluse Los Angeles, Philadelphia, Denver, Minneapolis, Baltimora, Dallas e Oakland. Donald Trump, dopo aver accusato i media di “incitare” i manifestanti, ha poi corretto il tiro, lodando la “passione” dai dimostranti verso il Paese.
Il presidente Usa eletto, Donald Trump, ha espresso apprezzamento per l’appassionata cura dei manifestanti contro la sua vittoria sul futuro dello Stato, dopo che ci sono state dimostrazioni di protesta in tutti gli Stati Uniti. “Amo il fatto che i piccoli gruppi di manifestanti ieri sera hanno dimostrato passione per il nostro grande paese. Ci ritroveremo tutti insieme e saremo fieri”, ha scritto sul suo profilo Twitter. Mercoledi’, centinaia di persone hanno inscenato proteste anti-Trump in tutto il paese, tra cui a New York e gli stati della California, Oregon e Washington. Attualmente, Portland sta vivendo il terzo giorno di manifestazioni dopo che Trump ha trionfato martedi’ alle presidenziali americane, nonostante le aspettative che il suo rivale democratico Hillary Clinton avrebbe vinto. Il repubblicano si e’ assicurato piu’ dei 270 voti necessari per ottenere la presidenza degli Stati Uniti, anche se Clinton lo ha superato nel voto popolare con il supporto di 59,6 milioni di cittadini statunitensi.
Angela MERKEL ha parlato ieri al telefono con il presidente eletto americano Donald TRUMP, con il quale si è congratulata per la vittoria elettorale. A renderlo noto oggi è stato il portavoce del governo Georg Streiter, precisando che la cancelliera ha detto di rallegrarsi nel poter accogliere TRUMP “al più tardi al vertice del G20 in Germania”. Il vertice si terrà ad Amburgo ai primi di luglio del prossimo anno. MERKEL ha quindi nuovamente posto l’accento sul fatto che Germania e Stati Uniti sono strettamente uniti da comuni valori ed ha detto di voler lavorare con TRUMP proprio a partire da questa base, ha aggiunto il portavoce.
Il presidente francese François Hollande spera che il presidente eletto Donald Trumo chiarisca la sua posizione su questioni come il conflitto in Siria e in Ucraina e l’accordo sul nucleare iraniano durante la loro conversazione telefonica di questa sera. “Il mio dovere è quello di assicurare le migliori relazioni possibili con gli Stati Uniti ma il rapporto si deve basare sulla franchezza e chiarezza”, ha spiegato Hollande a France 2.
ll sindaco di New York, Bill De Blasio ha annunciato che non consegnerà a Trump il database che custodisce l’identità di 850 mila immigrati illegali della Grande Mela. “Il database non verrà consegnato a Trump senza “una vera e propria lotta”, ha assicurato De Blasio, precisando che qualsiasi proposta che sarà vista come “una minaccia per i newyorkesi verrà affrontata”.”Non abbiamo intenzione di sacrificare gli 850 mila immigrati che vivono con noi, che fanno parte della nostra comunità – ha spiegato il sindaco parlando ai giornalisti nella City Hall – Non vogliamo dividere le famiglie e quindi faremo di tutto per resistere a questo”.In campagna elettorale Trump aveva promesso che avrebbe espulso tutti i migranti illegali presenti sul territorio degli Stati Uniti. Sono circa 11,1 milioni.