Il team di Donald Trump ha ammonito Obama, alla vigilia del suo viaggio in Europa, a non fare passi rilevanti in politica estera durante la transizione perche’ potrebbe “mandare segnali contrastanti”. “Sulle questioni grandi, trasformative in cui il presidente Obama e il presidente eletto Trump non sono allineati, non penso che sia nello spirito della transizione tentare di far passare punti dell’agenda contrari alle posizioni” di Trump, ha confidato a Politico un suo consigliere per la sicurezza nazionale.
L’OBAMACARE potrebbe essere ‘salvato’ in alcune parti. Lo ha detto il presidente eletto Donald Trump, in un’intervista al Wall Street Journal, la prima intervista dopo la vittoria delle elezioni statunitensi. Trump ha rivelato che, dopo che Barack Obama, nell’incontro di ieri alla Casa Bianca, gli ha chiesto di preservare la riforma del sistema sanitario, potrebbe considerare la possibilità di preservare almeno due disposizioni della legge.
“Gli ho risposto che valuterò i suoi suggerimenti e, per rispetto, lo farò”, aggiunge Trump. Tra le parti che potrebbero resistere, vi sono le disposizioni che consentono ai genitori di mantenere i bambini più grandi all’interno della propria assicurazione.
La squadra che insieme a Donald Trump si occupera’ della transizione dalla presidenza di Barack Obama a quella del neoeletto inquilino della Casa Bianca avra’ come primo compito quello di identificare i nomi papabili per la squadra di Governo. Trump dovra’ selezionare i vertici di 15 dipartimenti e assegnare un totale di circa mille posizioni, che richiedono l’approvazione del Senato, ma uno degli incarichi piu’ cruciali e’ quello di segretario al Tesoro e i nomi che circolano sono molteplici. Se ieri e’ stato inserito tra i papabili anche l’amministratore delegato di JPMorgan Chase Jamie Dimon, la lista e’ lunga e va dal miliardario Carl Icahn al meno noto deputato repubblicano del Texas Jeb Hensarling, una delle voci piu’ critiche sulla riforma della finanza varata da Obama nel 2010. Secondo i bene informati, anche se il processo di transizione ha subito un’accelerata notevole negli ultimi giorni, ovvero dopo che Trump ha avuto la certezza della vittoria, il team e’ ancora lontano dalla lista finale di candidati che sara’ sottoposta al presidente per la scelta. Tra le persone prese in considerazione ci sono per esempio il cofondatore di PayPal Peter Thiel e Steven Mnuchin, vicino a Trump e attuale presidente e amministratore delegato della societa’ di investimento Dune Capital Management.
Donald Trump sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti, eppure è stato votato meno di Hillary Clinton e persino di Mitt Romney, ampiamente sconfitto quattro anni fa dal presidente Barack Obama. Questi i dati che emergono dal conteggio dei voti per le presidenziali, che ancora va avanti, a due giorni e mezzo dalla chiusura dei seggi in tutti gli Stati Uniti. Decisivi gli Stati in bilico, dove l’affluenza è stata maggiore rispetto al 2012 e dove Trump ha conquistato anche il voto popolare. Il repubblicano ha conquistato 29 Stati e 290 grandi elettori, oltre la maggioranza necessaria per diventare presidente degli Stati Uniti. Bisogna ricordare che gli elettori statunitensi non eleggono direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori, divisi tra i 50 Stati (più il District of Columbia) in base alla popolazione: il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori (tranne in Maine e Nebraska), che poi eleggeranno il presidente. La candidata democratica ha conquistato 19 Stati e il District of Columbia, con i loro 228 grandi elettori; restano da assegnare due Stati: Michigan (16 grandi elettori, che probabilmente andranno a Trump) e New Hampshire (4 grandi elettori, che probabilmente andranno a Clinton).
Il governo cubano ha annunciato cinque giorni di esercitazioni militari dopo la vittoria alle presidenziali Usa del candidato repubblicano, Donald Trump. Lo riferiscono i media locali. Le autorita’ de L’Avana terranno le manovre in preparazione di potenziali “azioni nemiche”. Alla vigilia delle elezioni, Trump aveva promesso di aiutare i popoli di Cuba e del Venezuela, che chiedono liberta’ politiche e religiose e che lottano ” contro l’oppressione”, scatenando timori di un nuovo congelamento nelle relazioni tra i due paesi. Nel dicembre 2014, il presidente Barack Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero cominciato a normalizzare le relazioni con l’Isola, dopo piu’ di 50 anni di disimpegno e ostilita’. Se da un lato le due nazioni hanno riaperto le proprie riaprirono ambasciate nelle rispettive capitali a luglio 2015, dall’altro continua a rimanere in vigore l’embargo commerciale degli Stati Uniti su mandato del Congresso. Trump si e’ assicurato piu’ dei 270 collegi elettorale voti necessari per la vittoria alle elezioni presidenziali, trionfando sul candidato democratico Hillary Clinton, che ha vinto pero’ il voto popolare ottenendo il sostegno di 59,6 milioni di persone.
Boom di iscrizioni all’Obamacare dopo l’elezione alla presidenza di Donald Trump. Secondo il ministero della Sanita’ oltre 100mila persone sono corse a scegliere un piano assicurativo con lo spettro che il nuovo presidente eletto possa abolire l’Affordable Care Act, la riforma sanitaria per il quale si e’ tanto battuto il presidente Obama. Sbarazzarsi dell’Obamacare e’ stato infatti uno dei punti chiave della campagna del magnate, il quale tuttavia non ha mai indicato una vera alternativa che possa garantire copertura sanitaria a tutti gli americani. Secondo quanto riferisce Cnn, il 2016 e’ stato un anno difficile per l’Affordable Care Act, finito nel mirino a causa dell’impennata dei costi dei premi e la defezione da parte di alcune compagnie assicurative, quindi per la sopravvivenza del programma e’ importante che aumentino le iscrizioni.