La sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea ha toccato il suolo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Poi il computer di bordo e tutti gli strumenti si sono spenti, dopo avere inviato alla Terra le immagini piu’ ravvicinate mai viste del suolo della cometa. Rosetta ha inviato anche dati su gas e polveri vicini al suolo, che potrebbero contenere informazioni preziose per ricostruire le origini del Sistema Solare e, forse, per scoprire molecole alla base dei mattoni della vita. ‘E’ un giorno speciale, un po’ triste’, ha detto il direttore della missione Paolo Ferri. Gli ultimi minuti dell’operazione sono stati seguiti in silenzio. ‘Rosetta e’ la prima ad essersi avvicinata tanto a una cometa, dopo aver viaggiato per dieci anni attraverso il Sistema Solare’.
A rendere possibile una missione da record come quella di Rosetta ci sono state anche tanta ricerca e tecnologie italiane. Con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con la sua industria, l’Italia e’ sempre stata in prima fila fin dall’ideazione della sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Alla progettazione di questa missione dei record ha dato infatti un contributo di primo piano la planetologa Angioletta Coradini, scomparsa nel 2011. E l’Italia e’ stata presente anche nelle ultime fasi della missione, gestite nel centro di controllo dell’Esa in Germania, a Darmstadt, con il supporto della Telespazio Vega Deutschland (Leonardo-Finmeccanica). Sono italiani anche i due ricercatori alla guida della missione, il direttore delle operazioni per l’Esa Paolo Ferri e il direttore di Volo, Andrea Accomazzo. Italiana anche la ‘madrina’ del lander Philae, il primo veicolo spaziale posato sul suolo di una cometa: lo aveva chiamato cosi’ una ragazza che allora aveva 15 anni,ispirandosi al nome della stele che ha fornito la chiave per decifrare la stele di Rosetta e scoprire cosi’ il linguaggio dei geroglifici. Parlano italiano anche molti degli strumenti a bordo della sonda che hanno continuato a funzionare perfettamente fino agli ultimi attimi prima dell’impatto, come la camera a grande campo Osiris, messa a punto nell’universita’ di Padova. L’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) ha contribuito con lo spettrometro Virtis, che ha permesso di studiare la composizione chimica della cometa. Sempre dall’Inaf e’ stato progettato e realizzato Giada, lo strumento specializzato per l’analisi delle polveri della cometa. Importanti anche i contributi dell’universita’ Parthenope di Napoli, Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e Politecnico di Milano. A quest’ultimo, in particolare al gruppo di Amalia Ercoli Finzi, si deve la progettazione del trapano del lander Philae, costruito da Leonardo-Finmeccanica. Lo stesso gruppo industriale ha realizzato anche la Nav-Cam, la camera di navigazione che ha guidato la sonda Rosetta nel suo lungo viaggio attraverso il Sistema Solare. La Thales Alenia Space (Thales-Leonardo Finmeccanica) e’ stata primo contraente per conto della capocommessa Airbus Defence and Space per le attivita’ di assemblaggio, integrazione e prove del satellite. Alla stessa azienda si deve il Deep Space Transponder, la speciale antenna che ha permesso alla sonda di comunicare con la Terra.