SPERANZA, BISOGNA CORRERE. PISAPIA, BUON VIAGGIO A SPERANZA
Rottura a sinistra tra Campo Progressista ed Articolo 1. E’ stato il leader di Mdp Speranza in un’intervista al Corriere della Sera ad imprimere un’accelerazione al progetto di un nuovo soggetto politico anche senza Pisapia. ‘Bisogna correre, Pisapia e’ naturalmente protagonista di questa storia, ma non si puo’ piu’ perdere un solo minuto e neanche stare li’ a parlare tutti i giorni di nomi dei big, invece che di proposte’ ha detto Speranza. La replica del leader di Campo Progressista non si e’ fatta attendere: ‘Buon viaggio a Speranza. Non credo nella necessita’ di un partitino del 3%’.
“Sembra il gioco delle figurine”. Con queste parole Roberto Speranza, Articolo 1 -Mdp, ha commentato ai microfoni di ‘6 su Radio 1′ la rottura di Giuliano Pisapia con Mdp. “Ogni giorno- ha proseguito Speranza- il tema e’ Speranza, Pisapia, Bersani, Gentiloni o Renzi ma non e’ questa la questione, la questione e’ cosa fare. Si puo’ immaginare di ripristinare i diritti dei lavoratori tolti col jobs act? Col jobs act ci avevano detto che ci sarebbe stata piu’ stabilita’ e meno precarieta’ ma la precarieta’ sta aumentando. Anziche’ fare il gioco delle figurine, e’ possibile discutere di merito? Perche’ se si discute del progetto del Paese io sono pronto a sedermi con chiunque. Non ho nessuna difficolta’ sul piano personale con nessuno”. Sul botta e risposta a distanza con Giuliano Pisapia, Speranza ha precisato: “Io non diro’ mai una parola contro Giuliano Pisapia ma c’e’ un nodo di fondo; io voglio costruire una forza alternativa alle politiche sbagliate del Pd di questi anni. Rispetto la posizione di chi la pensa diversamente da me, ma per me il nodo di fondo e’ questo”.
Sulle voci di tensioni con l’ex premier Renzi, Speranza precisa: “Il disegno di una questione personale con Renzi e’ tutta propaganda, il punto e’ cosa fai e non tanto chi sei e che volto hai. Ognuno puo’ avere il proprio carattere e i suoi toni e quelli di Renzi sono stati particolarmente complicati. Il punto non e’ la persona ma il progetto politico, altrimenti sembra tutto un giochino di figurine che non ci porta da nessuna parte”. Infine sulla possibilita’ di una candidatura alla prossime primarie del Pd, Speranza ha concluso: “La mia ossessione non e’ certo la figurina da mettere in campo per sostituire la figurina che c’e’ prima perche’ col giochino delle figurine allontaniamo solo la gente dalla politica”.
“Mi pare che parte di Mdp si sia allontanata dal progetto iniziale. Che era e resta quello di costruire una forza aperta e ragionevole. Una forza di sinistra deve avere l’ambizione di migliorare le condizioni di vita delle persone, non di abbaiare alla luna. Questo è il nostro progetto. A giocare per perdere sono già in tanti, non occorre il nostro contributo”. In una intervista a ‘Repubblica’, Giuliano Pisapia spiega così la rottura con “parte” di Mdp: “Credo che in Mdp ci sia una divisione profonda tra chi ha questo nostro stesso obiettivo e chi invece vuole un quarto polo che rischia di essere irrilevante e che finirebbe per essere mera testimonianza, capace di criticare ma non di dare risposte ai cittadini”. E l’obiettivo di Campo Progressista “resta battere le destre e il populismo per dare risposte serie e concrete ai bisogni dei cittadini, dalla lotta alla povertà ai diritti”. Mentre “dall’altra parte – avverte l’ex sindaco di Milano – c’è solo una cosa: la sconfitta del centrosinistra e della sinistra, e chissà per quanto tempo”.
Quanto al dualismo D’Alema-Renzi, “non ne posso più di questi personalismi: non sono io a decidere il futuro politico di D’Alema e non sono la stampella di nessuno, ma mi rivolgo anche all’elettorato che in passato ha votato Pd e che è parte integrante del grande popolo del centrosinistra. Se il Pd fosse stato davvero autosufficiente, non ci sarebbe stato bisogno di far nascere Campo progressista”. Soggetto nato “per aprire la partecipazione politica, non per fare un nuovo piccolo raggruppamento o per chiudersi ancora di più. Io non ho cambiato idea. Continuo a pensare che ci sia bisogno di un nuovo centrosinistra aperto, ampio, innovativo in discontinuità con quello degli ultimi anni”. Infine, la domanda su un candidato premier diverso da Renzi: favorirebbe un’alleanza col Pd? “Gentiloni è una persona di altissimo livello, ma anche lui sa che qualunque valutazione futura non può prescindere da una vera e propria discontinuità rispetto al passato e da un programma condiviso che vada nella direzione di aiutare chi più ha sofferto la crisi, di tutelare l’ambiente, di una nuova politica sulla casa, di garantire il diritto alla salute e di tanto altro”.