Se andra’ al governo, Matteo Salvini promette che fara’ togliere le ‘assurde sanzioni’ alla Russia di Putin. Il leader della Lega lo scrive su Twitter, augurandosi di ‘poter presto accogliere l’appello del presidente di Confindustria Russa: via queste assurde sanzioni che stanno causando un danno incalcolabile all’economia italiana!’.
“Bravo Matteo Salvini lo sostengo da sempre, le sanzioni alla Russia vanno abolite, sono un danno solo per noi”. Così Roberto Maroni, esponente della Lega.
“A Salvini consiglio di non smontare il postulato di politica estera che ci insegnavano nelle scuole politiche democristiane ‘l’Italia e’ amica della Russia ma alleata dell’America’. E i democristiani pesavano le parole”. Cosi’ il deputato FI, segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi. “Se vuol fare il governo e farlo durare – aggiunge – Salvini si avvalga della saggezza democristiana”.
“Le esportazioni Made in Italy in Russia sono state di poco inferiori a 8 miliardi nel 2017, circa 3 miliardi in meno del 2013, l’anno precedente all’introduzione delle sanzioni”. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla possibile ripresa del dialogo con l’invito di Donald Trump a Vladimir Putin per un summit Usa-Russia alla Casa Bianca. “A seguito delle sanzioni decise dall’Occidente nei confronti della Russia per la guerra in Ucraina, il leader del Cremlino ha deciso – sottolinea la Coldiretti – l’embargo totale per una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014, più volte rinnovato. Il risultato – precisa la Coldiretti – è stato che per questi prodotti agroalimentari le spedizioni italiane in Russia sono state completamente azzerate. Un blocco dannoso per l’Italia anche perché al divieto di accesso a questi prodotti – precisa la Coldiretti – si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente, dalla moda alle automobili fino all’arredamento. Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia- continua la Coldiretti – si sommano poi quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Ora la ripresa del dialogo è importante – conclude la Coldiretti – per sostenere l’inversione di tendenza negli scambi commerciali che ha portato nel primo bimestre del 2018 ad un aumento del 6,6% delle esportazioni italiane nel Paese di Putin”.