Si riaccende lo scontro politico sull’obbligo vaccinale, con la Lega che, per bocca del deputato Claudio Borghi, ha riaperto il dibattito sulla cancellazione della cosiddetta legge Lorenzin. Le sue parole, “Chi ricicla la storia dell’abolizione della legge Lorenzin mi fa un favore. Parliamone!”, hanno scatenato una bufera che ha messo in imbarazzo gli alleati di governo e ha sollevato la dura reazione dell’opposizione.
Mentre la Lega sembra voler cavalcare la posizione anti-obbligo, gli alleati di maggioranza prendono le distanze. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha ribadito che “i vaccini sono essenziali per la tutela della salute pubblica e la scienza deve essere ascoltata e rispettata”. Anche Fratelli d’Italia si è schierata in difesa della scienza, con il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli che ha sottolineato come il suo partito sia sempre stato “per i vaccini e per la scienza”. “Mettere in discussione uno strumento di protezione così importante avrebbe conseguenze pericolose e non fa parte del programma di governo”, ha tagliato corto il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
La reazione dell’opposizione è stata unanime e feroce. Il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Francesco Boccia, ha definito le posizioni della Lega “fatti emblematici” di una negazione della scienza, mentre la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, ha accusato Salvini di voler “pescare qualche consenso tra i no vax”. La senatrice Beatrice Lorenzin, ex ministra e promotrice della legge, ha definito la scelta della Lega “grave”, sostenendo che non importa se le posizioni siano “sostenute o cinicamente cavalcate”. Durissima anche la reazione del segretario di Più Europa, Riccardo Magi, per cui la Lega “vuole farci tornare indietro di decenni”, e di Luana Zanella di Avs, che ha parlato di “pessima battuta estiva”.
Dal canto suo, Italia Viva, con il vicepresidente Davide Faraone, ha chiesto direttamente alla premier Giorgia Meloni di chiarire la sua posizione: “Dica chiaramente da che parte sta, con il ministro Schillaci, con la scienza, la salute pubblica e il diritto dei bambini a crescere protetti dalle malattie, o con Salvini, Borghi e la galassia no-vax?”. La discussione sull’obbligo vaccinale sembra quindi destinata a diventare un nuovo terreno di scontro all’interno della maggioranza e tra i partiti, riaccendendo un dibattito che pareva ormai sopito.