La tregua in Siria e’ ‘clinicamente morta’. Lo ha dichiarato un dirigente delle opposizioni siriane sottolineando che il cessate il fuoco continua ad essere violato in diverse regioni e che le principali strade per l’arrivo degli aiuti umanitari non sono state aperte, tanto che i convogli non hanno potuto raggiungere Aleppo. Pessimismo anche da Mosca dove il portavoce di Putin afferma che il regime di cessate il fuoco e’ ‘minacciato’ e definisce ‘un terribile incidente’ il raid aereo della Coalizione Usa ‘fatto, come si sostiene dal Pentagono, per errore’ e in cui sono morti decine di soldati siriani.
Sono scaduti a mezzanotte i sette giorni di tregua proclamati dall’esercito di Damasco in concomitanza con l’entrata in vigore lunedì scorso dell’accordo sulla fine delle ostilità deciso da Stati Uniti e Russia. Al momento non si hanno notizie di un’estensione di quello che Damasco ha definito un ”regime di calma”. In questi sette giorni i ribelli e il governo si sono accusati a vicenda di aver violato diverse volte il cessate il fuoco.
La tregua in Siria “non ha senso” se a rispettarla sono sole le forze del governo di Damasco. A dirlo è stato il generale russo Sergei Rudskoi, parlando a nome del ministero della Difesa. “I militanti – ha denunciato, citato dalla Tass, nel giorno in cui scade il cessate il fuoco concordato nei giorni scorsi da Stati Uniti e Russia – non stanno osservando la tregua. Crediamo che il rispetto unilaterale da parte delle forze del governo siriano non abbia senso”.
Il presidente siriano Bashar Assad è convinto che i raid della coalizione a guida Usa che hanno colpito posizioni dell’esercito siriano vicino a Deir al-Zor sono stati una “flagrante aggressione”. Secondo quanto riportano i media locali, Assad ha fatto sapere che l’incidente che ha coinvolto i combattimenti della coalizione a guida statunitense contro lo Stato islamico ha mostrato un “aumento del sostegno ai terroristi da parte dei Paesi si oppongono alla Siria”.
La commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sui crimini di guerra in Siria ha chiesto ai Paesi europei di poter avere un maggiore accesso ai rifugiati da loro ospitati in modo da poter verificare eventuali violazioni commesse dal regime di Damasco. ”Stiamo chiedendo ai Paesi dell’Europa che stanno ospitando nuovi rifugiati siriani di garantirci l’accesso a loro e di togliere qualsiasi ostacolo al nostro lavoro”, ha detto Paulo Pinheiro, presidente della Commissione d’inchiesta dell’Onu in Siria al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra. “E’ il momento della sostanza, soprattutto se si vuole che la Commissione continui a preparare rapporti ben documentati sulla situazione attuale nel Paese piuttosto che basarsi su rapporti storici”, ha detto.