La scommessa della ricostruzione dopo il violento terremoto che ha colpito l’ Italia centrale si gioca con un lavoro decennale, per un’ opera su cui non devono esserci battaglie politiche. Il premier Renzi vede il commissario alla ricostruzione Errani e poi avvia le sue consultazioni con enti locali e Regioni per il piano Casa Italia. Una ricostruzione, spiega, che ‘deve tenere insieme interventi sulle scuole, bonifiche, banda larga, dissesto idrogeologico, periferie, impianti sportivi, tutto articolato insieme per un progetto complessivo che abbia linee guida chiare e una regia di insieme’. Per tornare a fare progettazione con criteri nuovi e tecnicamente all’avanguardia.
Da oggi 80 squadre di tecnici inizieranno le verifiche di agibilita’ degli edifici privati lesionati dal sisma. Ad Amatrice atteso Maroni, per verificare la fattibilita’ di usare i moduli abitativi di Expo per i terremotati. I soldi ci sono, bisogna solo spenderli bene: cosi’ Renzi. Scossa di magnitudo 3.2 ieri sera vicino Arquata; una di magnitudo 3.3 nella notte ad Accumoli. Una frana blocca la Salaria tra Rieti e Ascoli.
“Dobbiamo immaginare una scommessa non per i prossimi mesi ma per i prossimi anni, un lavoro che non deve dare risultati domattina ma che rappresenti un’opera di vera prevenzione e serieta’”. Matteo Renzi ha inquadrato cosi’ il senso della serie di incontri oggi a Palazzo Chigi per ‘Casa Italia’. Il presidente del Consiglio ha parlato di “una scommessa infrastrutturale che tenga insieme interventi sulle scuole, bonifiche, banda larga, dissesto idrogeologico, periferie, impianti sportivi, tutto articolato insieme per progetto complessivo che abbia linee guida chiare e una regia di insieme”. “Siamo qui per chiedervi di partecipare a questo ragionamento con le vostre valutazioni e con il vostro ruolo e contributo tecnico, per un lavoro che io credo debba andare avanti almeno per un decennio, senza che su questo si giochi alcuna battaglia politica”, ha detto ancora il presidente del Consiglio. E Renzi e’ tornato a sottolineare l’esigenza di una moratoria nel confronto tra soggetti politici, sempre aprendo gli incontri a Palazzo Chigi. “Vorrei che a tutti i sindaci, i presidenti di Regione e gli amministratori arrivasse il messaggio che in Italia si torna a progettare, si torna a fare progettazione con criteri nuovi e tecnicamente all’avanguardia, per questo abbiamo coinvolto il rettore del Politecnico di Milano, massima autorita’ in materia”, ha esortato. Una linea di condotta confermata anche nel ‘round’ con le parti sociali. “Ora serve una condivisione vera sulla ricostruzione e sul piano Casa Italia, anche con i soggetti sociali perche’ nessuno nasce imparato”. Dunque “e’ positivo ascoltarsi reciprocamente”, facendo tesoro di una lezione, nel dramma aperto dal sisma di agosto: “Il paese ha reagito in maniera ammirevole all’emergenza terremoto. Non ha da rimproverarsi niente. Merito di tutti”. A fine settembre si tiranno le somme e si procedera’ con la verifica tecnica. Intanto, una indicazione emerge gia’ con chiarezza: l’assicurazione obbligatoria sulle abitazioni non sarebbe la soluzione perche’, avrebbe detto sempre Renzi, a quanto riferiscono alcuni partecipanti agli incontri di oggi, non si puo’ gravare di ulteriori spese la classe media.
Casa Italia, il piano per la messa in sicurezza dle territorio nazionale, sara’ costruita su quattro pilastri. A renderlo noto e’ il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che oggi ha partecipato alla riunione con il governo, presente il presidente del consiglio Matteo Renzi, sul post terremoto e la realizzazione di Casa Italia. Riferisce Barbagallo: “Azzone”, rettore del Politecnico di Milano scelto per guidare Casa Italia, “ci ha detto che ci saranno quattro temi: la mappatura delle cose che abbiamo sul territorio, le linee guida sugli investimenti, i finanziamenti e le procedure e, infine, la formazione”. Una operazione che, per Barbagallo, va condotta di pari passo a una formazione tecnico professionale degli edili. Il sindacalista ne ha parlato al termine dell’incontro a palazzo Chigi con il presidente del consiglio, Matteo Renzi. “Non sappiamo se e’ concertazione, confronto o quant’altro, ma il metodo e’ quello giusto”, ha commentato.