Il tycoon sfida i manifestanti e prepara il suo tour della vittoria. Impegnato sulla squadra di governo combattuto tra fedelissimi e repubblicani, annuncia che il muro al confine col Messico si fara’ e 2-3 milioni di clandestini con precedenti penali saranno espulsi’. Anche i mercati sono in attesa delle scelte del nuovo inquilino della Casa Bianca. In settimana parla la Fed. E’ l’euroscettico britannico Farage il primo politico straniero che incontra. Da Portland a New York la protesta verso la quinta notte. Riunione dei ministro degli esteri Ue su TRUMP: Gentiloni, ultima chiamata.
Migliaia di persone hanno manifestato in diverse citta’ degli Stati Uniti per la quarta notte consecutiva contro l’elezione di TRUMP a presidente. A Portland nuovi scontri con le forze dell’ordine che hanno sparato granate assordanti dopo il lancio di pietre e bottiglie da parte di un gruppo di manifestanti. Diciannove gli arresti. A New York la protesta e’ partita da Union Square ed e’ arrivata sotto la TRUMP Tower, dove e’ stata bloccata dalla polizia. Manifestazioni anche a Chicago, Los Angeles, San Francisco, Las Vegas. Appello di Stoltenberg: ‘Andare da soli non e’ un’opzione ne’ per l’Europa ne’ per gli Usa’. Gentiloni, ‘Preferivo altro esito, ma ora collaboriamo. E’ il presidente degli Usa, il nostro principale alleato’.Donald Trump ribadisce che caccera’ dagli Stati Uniti tre milioni di migranti non appena si sara’ insediato alla Casa Bianca. “Si tratta di criminali, o pregiudicati, membri di gang, trafficanti di droga”, ha spiegato il neo eletto presidente americano, che pero’ e’ incerto sulle cifre: “saranno due milioni di persone, forse tre, che cacceremo o metteremo in carcere”, ha detto nel corso di una intervista al programma di Cbs “60 minutes”
Prima gli spari a Portland con un ferito poi Los Angeles la piazza piu’ calda: 200 persone arrestate dopo la terza notte di proteste contro l’elezione dei Donald Trump alla Casa Bianca. Con lo slogan ‘Not my president’ il movimento di contestazione promette di scendere in piazza anche in altre citta’. La prossima protesta da Union Square alla Trump Tower. Trump, al lavoro sulla squadra di governo firma un patto con gli elettori. Pronto a smontare l’era Obama sul clima con lo stop ai fondi Onu.
A Portland, in Oregon un uomo che partecipava alla manifestazione e’ rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco. Il cuore delle manifestazioni contro il presidente eletto e’ New York dove circa 15.000 persone si sono riunite a Unione Sqaure per marciare verso la Trump Tower, quartier generale del prossimo inquilino della Casa Bianca. Il leitmotiv della marcia e’ “Trump is not my president” (“Trump non e’ il mio presidente”). A Chicago, la citta’ del presidente Barack Obama, diverse migliaia di persone sono sfilate per la strada inneggiando slogan come “No all’odio. No alla paura. I migranti sono benvenuti”. Spostandoci in California a Los Angeles centinaia di manifestanti si sono riuniti al Mac Arthur Park per marciare verso il centro della citta’. MacArthur Park e’ stato il centro delle proteste degli ultimi giorni. Quasi 200 persone sono state fermate stamane dopo essersi rifiutati di obbedire all’ordine di disperdersi intimato dalla polizia.
Alla gran parte delle manifestazioni pacifiche dei giorni scorsi ha fatto eccezione quella della scorsa notte a Portland, in Oregon, sfociata in violenza. Una persona è stata ferita da un colpo d’arma da fuoco e la polizia ha utilizzato lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere la folla che ha distrutto vetrine di negozi e auto. Decine gli arresti. Le proteste sono organizzate all’insegna dello slogan ‘Not my president’ (non sarà il mio presidente) e si scagliano contro le politiche annunciate dal magnate, che l’8 novembre ha battuto la sfidante democratica Hillary Clinton. Tra le maggiori preoccupazioni dei dimostranti ci sono il rispetto dei diritti civili nel Paese e i piani sulla gestione dell’immigrazione illegale. Nuove manifestazioni sono state annunciate in diverse città del Paese, tra cui New York, Los Angeles e Chicago. Gli organizzatori hanno detto di sperare l’affluenza continui numerosa: “Dobbiamo unirci nonostante le nostre differenze, per impedire che l’odio governi il Paese”, hanno scritto su Facebook i promotori. A New York, la marcia è partita intorno alle 19 da Union Square, dove centinaia di giovani hanno iniziato a marciare lungo la Fifth Avenue. Con sé avevano cartelli scritti a mano, molti con la frase ‘love trumps hate’ (l’amore batte l’odio), e scandivano slogan come “Rifiutiamo il presidente eletto”. Intanto, la notte precedente a Portland un dimostrante è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco, mentre sfilava con altre centinaia di persone sul Morrison Bridge. Non è in pericolo di vita, ma la persona che lo ha colpito è ancora in libertà. Nella città dell’Oregon sono stati almeno 200 gli arresti legati ai disordini nelle proteste, in cui i manifestanti hanno infranto vetrine di negozi, imbrattato pareti con graffiti e danneggiato automobili, scontrandosi con la polizia che per disperderli ha usato spray urticanti, lacrimogeni e proiettili di gomma. E nei giorni scorsi, ricorda Nbc, anche nei cortei a Manhattan almeno 65 persone sono state arrestate. Dalla vittoria di Trump, sono migliaia le persone che in molte città hanno sfilato ogni giorno per opporsi alle promesse della campagna elettorale del magnate, in particolare sulle restrizioni all’immigrazione e sulla registrazione dei musulmani, così come per le accuse che abbia molestato sessualmente diverse donne. Hanno sfilato tra l’altro a Philadelphia, Miami, Dallas, Washington, Denver, Seattle e Baltimora, tra le altre. “E’ il nostro momento, come movimento, di unirci e combattere contro Donald Trump e ciò che lui vuol fare a questo Paese”, hanno scritto su Facebook i promotori delle proteste annunciate al MacArthur Park di Los Angeles. Nelle prime ore di sabato erano 100mila le persone che avevano indicato sul social network l’intenzione di prendervi parte o di essere interessate nelle tre grandi città. Trump, che inizialmente aveva accusato i “dimostranti di professione” di essere stati “incitati dai media” e parlato di “scorrettezza”, ieri ha corretto il tiro. “Amo il fatto che piccoli gruppi di dimostranti la scorsa notte abbiano dimostrato passione per il nostro grande Paese. Ci uniremo tutti e saremo orgogliosi!”, ha scritto su Twitter. Intanto, barricate di sicurezza ora isolano alcune delle sue più visibili proprietà, tra cui il nuovissimo Trump International Hotel a pochi passi dalla Casa Bianca e la Trump Tower a New York.E ieri una stilettata è arrivata da sindaco di New York, Bill de Blasio. Ha annunciato senza mezze misure che combatterà le politiche migratorie del magnate: si impegnerà, ha detto, per non fornire il database che raccoglie le identità di oltre 85mila immigrati illegali che vivono nella sua città. La raccolta di dati esiste dal 2015 e permette a chi non ha i regolari permessi di ottenere una sorta di documento d’identità. “Tutto ciò che riterremo una minaccia per i newyorkesi, lo combatteremo”, ha detto de Blasio, “faremo tutto il possibile per opporci”.
Rinegoziare o ritirarsi dall’ accordo commerciale Nafta tra Usa-Canada-Messico, rinunciare all’accordo transpacifico (ttp), dare mandato al segretario al Tesoro di etichettare la Cina come manipolatore valutario, deportare gli oltre due milioni di immigrati illegali criminali e cancellare i visti con i Paesi che non se li riprendono: sono alcuni dei 18 punti del “contratto di Donald Trump con l’elettore americano”, da realizzare nei primi 100 giorni di presidenza per rendere l’America ‘great again’.
Nel suo contratto, ora sotto l’esame dei media, Trumppromette diverse riforme: cinque per eliminare la corruzione e la collusione con interessi speciali a Washington (limiti di mandato per i parlamentari e per i lobbisti), sette per proteggere i lavoratori americani (dai grandi accordi commerciali alla revoca delle restrizioni sull’estrazione di idrocarburi), cinque per ripristinare il ruolo costituzionale della legge (tra cui la sospensione dell’immigrazione dalle regioni affette dal terrorismo dove i controlli non possono essere sicuri).