I colloqui bilaterali tra la delegazione ucraina guidata dal Presidente Volodymyr Zelensky e gli inviati statunitensi a Berlino hanno generato un cauto ottimismo. Secondo fonti della Casa Bianca, un’intesa di massima avrebbe risolto “il 90% delle questioni,” aprendo a una concreta possibilità di processo di pace.
La bozza di accordo prevederebbe “garanzie di sicurezza forti,” definite “simili all’articolo 5 della NATO,” oltre all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Zelensky ha confermato: “Abbiamo compiuto progressi. Ho visto i dettagli su cui hanno lavorato i militari e sembrano molto buoni, anche se si tratta solo di una prima bozza.”
Nonostante l’ottimismo, il principale ostacolo resta la questione territoriale, in particolare la regione del Donbass. Mosca continua a pretendere il ritiro di Kiev dall’intera regione, mentre Zelensky sostiene che “sui territori le posizioni sono ancora diverse, ma siamo costruttivi.”
Kiev si è presentata ai colloqui rinunciando all’ingresso nella NATO e proponendo un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del fronte. Tuttavia, il Cremlino, tramite il portavoce Dmitry Peskov, ha risposto con fermezza: il Presidente Vladimir Putin si oppone a “qualsiasi trucco che punti a mettere in stallo il processo e a creare tregue artificiali e temporanee.” Peskov ha insistito che il non ingresso dell’Ucraina nella NATO è la “pietra angolare” e deve essere oggetto di un accordo giuridicamente vincolante.
Gli inviati americani, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno espresso grande soddisfazione per l’avanzamento dei negoziati, parlando di un “notevole” set di garanzie offerte a Kiev che, secondo un alto funzionario USA, la Russia “accetterà.” I leader europei riuniti a Berlino, tra cui la premier Giorgia Meloni e il Cancelliere Merz, hanno “accolto con favore i significativi progressi compiuti dal presidente Trump,” impegnandosi a collaborare per una pace che preservi la sovranità ucraina e la sicurezza europea.
In serata, Zelensky e i leader europei hanno avuto un colloquio telefonico con il Presidente Donald Trump.
Parallelamente ai negoziati, i leader europei sono sotto pressione per decidere sull’utilizzo dei beni russi congelati (i frozen asset) come garanzia per il sostegno finanziario all’Ucraina.
Il Cancelliere Merz ha lanciato un avvertimento categorico in vista del vertice UE di giovedì: “Se non riusciremo a farlo, la capacità di azione dell’Unione europea sarà gravemente compromessa per anni, e dimostreremo al mondo che siamo incapaci di unirci e agire in un momento così cruciale.” Roma mantiene una posizione cauta sul dossier.
Intanto, l’UE ha annunciato nuove sanzioni, aggiungendo 40 navi alla lista contro la “flotta fantasma” russa e colpendo entità e individui legati all’esportazione di petrolio e alla disinformazione.