Giro di vite di Trump sull’immigrazione e contro il rischio terrorismo in Usa: stop agli ingressi da 7 paesi musulmani, tra cui l’Iran; sospeso e dimezzato il programma rifugiati, priorita’ poi a quelli perseguitati per religione. L’ingresso di cittadini siriani ‘e’ dannoso per gli interessi del nostro Paese’, dice il presidente. Replica presidente iraniano Rohani: ‘e’ tempo di riconciliazione e convivenza, non di erigere muri tra nazioni’. Appello Unhcr e Oim per rifugiati e migranti. Scrive su Fb ‘Non sono disposta a morire per Trump’, sospesa 007 americana.
“Non e’ il momento di costruire muri tra le nazioni”: cosi’ il presidente iraniano, Hassan Rohani, dopo le recenti decisioni dell’omologo statunitense, Donald Trump, sulla costruzione di un muro lungo il confine con il Messico e sulle restrizioni agli ingressi negli Usa per i cittadini provenienti da sette paesi musulmani, tra cui l’Iran. Parlando ad una conferenza sul turismo a Teheran, Rohani ha detto che gli Stati Uniti “hanno dimenticato che il muro di Berlino e’ crollato molti anni fa: i muri tra le nazioni devono essere rimossi”. Il presidente iraniano – ampiamente citato dalla stampa nazionale, tra cui l’agenzia di stampa “Irna” – ha detto che l’Iran, al contrario degli Usa di Trump, ha “aperto le porte” ai turisti stranieri dopo la firma dell’accordo sul programma nucleare con le potenze mondiali nel 2015. Con piu’ di un milione di iraniani che vivono negli Stati Uniti, molte famiglie temono pesanti ripercussioni per l’ordine esecutivo di Trump, che colpisce anche i cittadini di Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.
I cittadini di Egitto, Turchia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, invece, sono esclusi dal blocco temporaneo degli ingressi negli Stati Uniti disposto dal presidenteTrump. Lo sottolinea il sito web dell’emittente televisiva qatariota “al Jazeera”. “Il blocco coinvolge solo sette paesi del Medio Oriente”, afferma il sito web della tv satellitare, secondo cui la misura di Trumpe’ comunque destinata a “destare scalpore nel mondo”. L’ordine esecutivo, come detto, riguarda i cittadini di Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen. Ridotto anche il numero dei rifugiati che potranno soggiornare negli Stati Uniti, pari a 50 mila in tutto il 2017. Sospeso a tempo indeterminato, inoltre, l’ingresso sei rifugiati provenienti dalla Siria e il programma Visa Interview Waiver, che prevedeva il rinnovo del visto senza colloquio con le autorita’ Usa. Tra le altre misure, infine, la sospensione per 120 giorni del programma di ammissione di tutti i rifugiati .
