La rassegna letteraria giuridica del Premio IusArteLibri, che per l’edizione 2025 ospita le Storie Nobili e di Diritto Nobiliare, ha aperto la sessione con il romanzo “Figlia di Re. Un matrimonio per l’Italia”di Patrizia Debicke.
Nella bellissima Sala Davide Sassoli di Palazzo Valentini, sede della Prefettura e della Città Metropolitana di Roma, con il suggello dei ConsiglieriCapitolini Fabrizio Santori e Cristina Michetelli, l’avv. Antonella Sotira, presidente del Premio insieme al Marchese Emilio Petrini Mansi, entrambi cultori di diritto nobiliare hanno accolto la nota ed amata scrittrice Patrizia Debicke Van der Noot.
Studiosa di araldica e ricercatrice storica appassionata del Rinascimento e della sua patria: Firenze, è assurta agli onori della cronaca per la sua trilogia sui Medici e la collaborazione alla sceneggiatura della imponente produzione internazionale della serie Tv che ha catalizzato l’attenzione del pubblico e che ha visto fra i protagonisti anche il calabrese Raul Bova.
Intrighi, delitti e potere, mogli, amanti, guerre e matrimoni, ecco gli ingredienti del più grande ed appassionante dei thriller : la Storia.




Cosa si nasconde dietro un matrimonio di Stato, dietro una dichiarazione di guerra o dietro ad una donna che la storia italiana ha calunniato o sminuito?
Per rispondere a questa domanda il Prof. Emilio Petrini Mansi, ha tracciato il profilo genealogico dei protagonisti: Maria Clotilde di Savoia, in famiglia Chechina, figlia primogenita del Re di Sardegna e poi d’Italia Vittorio Emanuele II e di Maria Adelaide d’Asburgo Lorena a sua volta figlia di una Savoia-Carignano, Regina di Sardegna per matrimonio ma non d’Italia, a causa della sua prematura dipartita, va in sposa a Napoleone Giuseppe Bonaparte detto Plon Plon, nipote di Napoleone I e cugino di Napoleone III, figlio di Girolamo Bonaparte e di Caterina di Wurttemberg.
Di 17 anni più grande della giovane principessa sabauda, libertino ed affascinante al punto che Maria Clotilde se ne innamorò follemente, il principe Napoleon la portò con orgoglio a Parigi, non solo per vantarsi di avere lui l’unica moglie di un Bonaparte ad essere figlia di un Re, ma anche per la sua grazia ed eleganza.
Seppur è innegabile il valore strategico di una alleanza matrimoniale che in questo caso, ben architettata dal Conte Cavour, portò alla Francia la Nizza e la Savoia e alla dinastia di Savoia l’Italia unita, grazie al suggello dall’alleanza tra Casa Savoia e Bonaparte, Patrizia Debicke svela il valore e le doti della nostra principessa. Solo nei libri di storia francesi e begli annali degli almanacchi francesi, notizie lusinghiere e di apprezzamento della giovane principessa italiana, che per i nostri storiografi risultò solo una bambina al servizio delle mire espansionistiche e militari del padre.


Maria Clotilde, moglie devota e con un alto senso del dovere, seguì il marito in tutti i sui viaggi istituzionali, fu la prima rappresentante di una famiglia reale a mettere piede sul territorio statunitense, fu l’ultima rappresentante della famiglia Bonaparte a lasciare Parigi durante l’occupazione.
Tanto era per lei il senso dell’onore per la sua nuova patria e per il cognome che tanto orgogliosamente portava, che ancora oggi, viene ricordata la struggente la lettera che la principessa Maria Clotilde scrive al padre che la pregava di rientrare a casa e che il Marchese Petrini, ha letto con patos al pubblico presente in sala, anche a rimarcare la differenza con la codardia di un altro Savoia, che qualche anno dopo, durante la prima guerra mondiale, non esitò a lasciare la reggia, la funzione e la Patria.
Al maestro Massimo Bomba, esperto di simboli e segni, il compito di tracciare i tratti oroscopici della principessa Maria Clotilde e di fare un parallelo con quelli della scrittrice Debicke e con l’oroscopo dell’altra grande regina italiana Caterina de Medici, divenuta Regina di Francia.
Ricalcando le pagine ed il senso del libro scritto con Antonella Sotira, “E la luna rispose”, il maestro Bomba ha ricordato come il potere femminile della luna amplia le visioni del potere ed ha consentito a Caterina come a Maria Clotide di incarnare la “ragione di Stato” e dare valore al compito esistenziale, che loro malgrado, veniva imposto ma accettato ed osservato “per ordine dinastico”, non senza adesione di virtù e talenti umani e quindi nobili.


La sala gremita,di studiosi e appassionati di letteratura colta e di aristocratici tra cui il Principe Danilo Moncada, il Marchese Giovanni Nicastro Guidiccioni, il Barone Patrizio Imperato di Montecorvino, i Consiglieri del Premio IusArteLibri e soci del prestigioso ed antico Bailliage Chaine des Rotisseurs Amphisya- Calabria Francesco Greco, Laura Azzali, Lino Bongiorno, Lilli Bonanni, Virgilio Di Giorgi, Cristina e Flavio Bellini, Gioia Marina Pasquinelli, la produttrice Cristina Marques, dopo la presentazione, ha alzato i calici al talento della scrittrice nella Enoteca della Provincia, Terre e Domus.
Un talento narrativo che le consente da anni di magnetizzare l’attenzione dei lettori a cui dona libri storici sapientemente romanzati, ma ricchi di chicche e aneddoti storici diligentemente acquisiti in anni di studio e approfondite ricerche, condotte soprattutto in Francia, dove ha vissuto per lunghi anni.
La Debicke che nell’occasioneha anchedonato al pubblico il suo nuovo romanzo, fresco di stampa L’enigma del fante di cuori, scritto a quattro mani con la figlia Alessandra Ruspoli, si è detta entusiasta dell’accoglienza romana ed ha promesso di essere presente alla finale calabrese del Premio IusArteLibri che si terrà il 28 giugno a Roccella Jonica, nell’affascinante cornice del Castello Garafa.
Foto di Ernesto Hermes Frangipane