COLAO MINISTRO TASK-FORCE AL LAVORO SU FASE 2, NEL WEEK END PRIMO DOCUMENTO
Maggioranza divisa sul Mes: Pd e Iv favorevoli alla misura ma senza condizioni. Il M5s sempre contrario. Di Maio: “E’ uno strumento antiquato”; Renzi: “Alla fine lo useremo insieme a tutte le altre misure”. Berlusconi: “Un errore rinunciarci”. Si riunisce la task-force voluta dal governo e guidata dall’ex ad di Vodafone, Vittorio Colao, ma senza il premier Conte. Sul tavolo gli orari di lavoro, il ricorso allo smart-working e l’app per scoprire gli spostamenti. Un primo documento sara’ prodotto nel week end. Zingaretti si oppone all’idea di Colao ministro proposta da Renzi. Per far riaprire le aziende si conta che serviranno 1 miliardo di mascherine al mese e 456 milioni di guanti.
Nei giorni scorsi era stata soprattutto Italia viva a dire pubblicamente che non si può dire un no pregiudiziale ad uno strumento che permetterebbe all’Italia – senza condizioni – di disporre di circa 36 miliardi per spese legate appunto all’emergenza sanitaria. Una posizione sostenuta anche da Paolo Gentiloni e dal presiedente dell’Europarlamento David Sassoli, ma che oggi è stata ribadita con forza anche dai vertici del Pd: prima i due capigruppo in Parlamento e poi lo stresso segretario Nicola Zingaretti. “Se esisterà la possibilità, senza condizionalità e rispettando la sovranità italiana, di avere dei miliardi a sostegno della sanità, se ci saranno queste condizioni, io credo che dovremo prendere queste risorse”, ha spiegato Zingaretti. Peraltro, il leader Pd ha anche mandato un messaggio rassicurante a Conte, dicendosi contrario all’ipotesi di nominare ministro Vittorio Colao. “Forse mantenere questa terzietà è la cosa migliore”, ha chiarito il leader Pd.
Matteo Renzi insiste: “Il Mes senza condizionalità va usato di corsa, piaccia o non piaccia ai populisti di maggioranza e opposizione. E vedrete che l’Italia userà tutto: Bce, Mes, Sure, Recovery Fund. Tutto”. Un appello simile a quello di Silvio Berlusconi: “Dire no al Mes sarebbe un errore clamoroso”.
L’Italia si attende dai paesi partner dell’Europa la “massima solidarietà e disponibilità” e il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) “così come lo conosciamo” è uno “strumento antiquato”. L’ha ribadito oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato a “Sono Le Venti” sul canale Nove, riportando le parole del presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 23 aprile, ma precisando non intende “fossilizzarsi” sui nomi degli strumenti finanziari da mettere in campo.
“Dalla Lega pronta una risoluzione parlamentare sul Mes, così gli Italiani avranno chiarezza. Sì a straordinari Buoni del Tesoro dell’Orgoglio Italiano, non tassati collocati con garanzia della Be, per lasciare in mani italiane la ricostruzione del nostro Paese. No al Mes, oggi e domani. Da una parte chi vuole per l’Italia un futuro di libertà, prosperità e progresso, un futuro da uomini liberi per i nostri figli. Dall’altra chi insiste con le disastrose politiche di austerità, tagli e precarietà imposte da Berlino e Bruxelles. Non sono in gioco voti o poltrone, c’è in gioco la nostra libertà. Noi sappiamo da che parte stare”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini.
E’ durata circa quattro ore la prima riunione, che si è tenuta in videoconferenza, della task force di esperti guidata da Vittorio Colao per studiare le modalità operative della cosiddetta fase 2, che sarà avviata passato il periodo più critico del contagio del coronavirus. Non è escluso che qualche novità possa partire anche prima del 3 maggio. Alla riunione non ha preso parte il premier, Giuseppe Conte.