Migliaia in piazza chiedono la fine della guerra a Gaza. Scontri e arresti a Gerusalemme. Netanyahu accusa i manifestanti di “aiutare Hamas”, la replica delle famiglie: “Basta inganni”.
Migliaia di cittadini israeliani sono scesi in strada oggi, rispondendo all’appello al “cessate il fuoco” lanciato dal Forum delle famiglie degli ostaggi e da altre associazioni civili. Le proteste, che hanno preso la forma di uno sciopero generale, mirano a spingere il governo di Benjamin Netanyahu a raggiungere un accordo per il rilascio degli ostaggi ancora detenuti da Hamas a Gaza.
La giornata è stata segnata da forti tensioni, con blocchi stradali sulle autostrade e nelle principali città. A Gerusalemme si sono registrati incidenti e la polizia ha arrestato almeno 25 persone. Tuttavia, le forze dell’ordine hanno riferito che la maggior parte delle manifestazioni si sono svolte in modo pacifico.
Il primo ministro Netanyahu ha reagito duramente, accusando i dimostranti di fare il gioco del nemico. “Coloro che oggi chiedono di porre fine alla guerra senza sconfiggere il gruppo islamista palestinese Hamas… non solo stanno irrigidendo la posizione di Hamas e allontanando il rilascio dei nostri ostaggi, ma stanno anche assicurando che le atrocità del 7 ottobre si ripeteranno ancora e ancora”, ha dichiarato durante una riunione di gabinetto. “I nostri figli e le nostre figlie dovranno combattere ancora e ancora in una guerra senza fine”, ha aggiunto.
Le famiglie degli ostaggi hanno replicato con veemenza, respingendo le accuse di tradimento. “Basta inganni, riporta gli ostaggi a casa”, hanno gridato in risposta alle parole del premier, evidenziando il loro principale obiettivo: la salvezza dei loro cari.
Un elemento significativo delle proteste è stata la partecipazione di centinaia di riservisti, molti dei quali hanno combattuto a Gaza. In un documento diffuso dai media israeliani, hanno chiesto al governo di non estendere ulteriormente il conflitto e di “concludere un accordo per rilasciare” gli ostaggi. “Nessuno deve essere lasciato indietro”, si legge nel comunicato, richiamando un motto storico delle Forze di Difesa Israeliane.
Mentre le proteste continuano, il bilancio delle vittime a Gaza City è di almeno 29 morti. Intanto, su un fronte diverso, Israele è stato escluso dalla Fiera del Levante di Bari, un ulteriore segnale delle crescenti tensioni internazionali.