Il sistema di prevenzione antiterrorismo sin qui ha retto e l’Italia puo’ essere considerato un Paese sicuro, in un contesto in cui comunque il rischio zero non esiste: cosi’ Alfano. Nelle carceri c’e’ rischio di radicalizzazioni e abbiamo lavorato per ridurlo, aggiunge il ministro dell’Interno. E su Sirte assicura: non e’ luogo di partenza di barconi.
Durante il comitato per l’ordine e la sicurezza “e’ emerso uno stato della sicurezza del nostro Paese davvero positivo. Gli investimenti crescono, i reati calano, il sistema di prevenzione sull’anti-terrorismo ha fin qui retto, il contrasto alla criminalita’ organizzata ha dato risultati importanti”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel corso della consueta conferenza stampa di Ferragosto. “E’ un sistema che in questo momento non ha niente da invidiare a nessun altro paese al mondo. Grazie ai vertici delle forze dell’ordine, dell’Esercito e della protezione civile che hanno fatto si’ che il nostro paese possa essere considerato sicuro”. “Il nostro è un Paese fin qui sicuro in un contesto in cui il rischio zero non esiste. Che il rischio zero non esista lo dimostrano i fatti accaduti intorno a noi”.
“Per quanto riguarda i treni, abbiamo potenziato nei limiti del possibile i controlli, in particolare abbiamo potenziato i controlli antiterrorismo: ci sono più persone di quelle che si vedono in divisa. Lo schema a cui qualcuno ambisce è 60 milioni di italiani per 60 milioni di poliziotti, noi ci impegniamo con uno sforzo immane. In un contesto in cui non c’è il rischio zero abbiamo incrementato i controlli di navi, passeggeri e aeroporti. Abbiamo raggiunto i 109 espulsi dopo i controlli nelle comunità islamiche, con 9 imam espulsi”, ha detto Alfano
Nelle carceri italiane si e’ lavorato per diminuire il rischio di radicalizzazione del terrorismo islamico. “Non solo con sanzioni” ma anche “per espiantare il germe” e per “evitare che questo si propagasse nel Paese”, ha detto Alfano collegandosi dal Viminale con il carcere di Opera. “Questo lavoro – ha aggiunto – sta dando i suoi frutti”.
“Ringrazio la Capitaneria di porto e la Guardia costiera per il ruolo nella gestione dell’emergenza migranti. Il loro protagonismo è stato straordinario. Sembrano cifre burocratiche, ma per ciascun numero c’è una donna, un bambino, una vita salvata”.