RICORSO PUGLIA BOCCIATO. GALLETTI: NULLA CONTRO L’AMBIENTE
Tornano le barricate nell’area del cantiere Tap, a Melendugno: dopo il verdetto del Tar Lazio che ieri ha dato il via libera all’azienda per riprendere le operazioni di espianto degli ulivi nella zona dove arrivera’ il gasdotto, respingendo cosi’ il ricorso della Regione Puglia, gli attivisti ‘No Tap’ sono nuovamente sul piede di guerra. In circa 300 sono presenti sul posto e nella notte hanno eretto ancora delle barricate. Intanto, il ministro Galletti ribadisce: l’opera non ha nulla contro l’ambiente, anzi, portiamo il gas che ci serve per migliorare il nostro mix energetico e per essere piu’ indipendenti dalle fonti fossili dannose, petrolio e carbone.
Durante la notte sono ripresi i lanci di pietre contro le guardie giurate che presidiano il cantiere Tap a San Basilio di Melendugno. Lo comunica la societa’ Tap. “Sono stati divelti altri pannelli della recinzione ed erette barricate lungo le strade di accesso. La zona e’ al momento raggiungibile solo a piedi”, si legge nella nota. Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dalla Regione Puglia riguardo all’espianto degli ulivi, consentendo alla societa’ Tap di riprendere i lavori della cosiddetta fase 0 della realizzazione dell’infrastruttura (preparazione dell’area di cantiere del microtunnel e realizzazione della strada di accesso al cantiere). La societa’ Tap riferisce che, dopo questa sentenza, le attivita’ di spostamento degli ulivi riprenderanno al piu’ presto secondo un cronoprogramma da definire.
“La sentenza del Tar sulla Tap dice quello che noi abbiamo sempre detto: che le cose dal punto di vista amministrativo sono state fatte sempre con la massima correttezza”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, a margine dell’inaugurazione del Villaggio della Terra a Roma. “Fare le cose correttamente dal punto di vista amministrativo vuol dire avere rispettato tutte le regole che ci sono e aver dato le maggiori garanzie ambientali possibili – ha aggiunto Galletti -. Lo dico dal primo giorno e finora tutti gli organi amministrativi mi hanno dato ragione. Spero che l’epoca dei ricorsi sia finita”.
Dopo la sentenza del Tar Lazio che ha respinto il ricorso della regione Puglia dando il via libera al completamento degli espianti degli ulivi nella zona del cantiere Tap si riaccende la protesta. Barricate sono state erette nella notte in localita’ San Basilio di Melendugno, per impedire l’accesso dei mezzi al cantiere del gasdotto. Numerosi attivisti e cittadini si sono radunati all’alba nei pressi del presidio, attivo davanti al cantiere da 36 giorni, per il timore che i lavori di espianto degli ulivi possano immediatamente ricominciare. Il Tribunale amministrativo ha respinto il ricorso con cui la Regione Puglia chiedeva la sospensione dei lavori, sulla base della presunta inottemperanza della prescrizione A44, relativa all’espianto di 211 ulivi. Il 6 aprile la Regione aveva ottenuto lo stop agli espianti con il decreto cautelare d’urgenza del Tar. I 211 alberi di cui si discute sono la prima parte dei 2.000 che dovranno essere spostati dal tracciato salentino del gasdotto, la maggior parte dei quali – stando agli impegni della multinazionale – dovrebbero essere ripiantati a lavori conclusi. Per la fase zero dei lavori era previsto lo spostamento di 231 ulivi, 4 dei quali sono stati distrutti perche’ colpiti da xylella fastidiosa mentre 16 sono monumentali e possono essere spostati solo con il consenso della Regione Puglia. Fin da ieri sera, dopo la divulgazione del contenuto della sentenza del Tar Lazio, gli attivisti del Movimento No Tap hanno lanciato un appello via facebook ai cittadini salentini e agli amministratori pubblici affinche’ stamattina raggiungessero l’area di cantiere per manifestare il dissenso contro la realizzazione dell’opera. Tap ha denunciato che nella notte parti delle recinzioni del cantiere sono state divelte e utilizzate per issare le barricate. La multinazionale lamenta anche un lancio di pietre contro le guardie giurate che presidiano il cantiere.