In seguito alla disputa sulla manifestazione pro-Erdogan di ieri a Colonia, Ankara ha convocato il viceambasciatore (ministro consigliere) tedesco. L’ ambasciatore Erdmann e’ in vacanza. Il governo turco ha criticato il divieto di trasmettere durante la manifestazione un messaggio di Recep Tayyip Erdogan. Intanto, le autorita’ turche hanno arrestato altri 11 componenti del commando delle forze speciali che la sera del fallito golpe cerco’ di catturare Erdogan nel suo hotel di Marmaris, sulla costa egea. Uno solo dei membri del commando risulterebbe ancora in fuga.
‘In nessun caso la Germania o l’Europa devono farsi ricattare dalla Turchia’. Il vice cancelliere tedesco Gabriel risponde alla minaccia di Ankara di mettere in discussione il patto con l’Ue sui migranti se Bruxelles non fornira’ entro ottobre una data certa per la liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi. ‘Se ci sara’ la liberalizzazione dei visti dipende esclusivamente dalla Turchia’, ha aggiunto. Gabriel ha anche difeso il divieto della Corte costituzionale alla trasmissione di un messaggio video di Erdogan durante la manifestazione di ieri a Colonia: ‘E’ stata legittima ed e’ servita ad allentare la tensione’, ha detto. In mattinata la Turchia ha convocato l’ambasciatore tedesco proprio sul divieto.
Il Ministero degli Esteri tedesco ha minimizzato al convocazione del suo incaricato d’affari ad Ankara da parte del governo turco: “Nelle relazioni quotidiane fra gli Stati è una cosa normale, non vi è nulla di eccezionale”, ha spiegato il portavoce, Martin Schaefer. Schaefer ha precisato di “supporre” che la convocazione sia legata al divieto opposto dalla Corte Costituzionale tedesca alla partecipazione in collegamento video del presidente turco Recep Tayyip Erdogan a una manifestazione in suo sostegno svoltasi ieri a Colonia.
Decine di migliaia di persone si sono radunate a Colonia ieri per manifestare il proprio sostegno ad Erdogan; poche ora prima della manifestazione la Corte Costituzionale tedesca ha bocciato la richiesta di poter mostrare in collegamento video una serie di discorsi trasmessi in diretta dalla Turchia fra cui uno dello stesso Erdogan, citando motivi di ordine pubblico. La sentenza ha suscitato l’irritazione del governo turco, che l’ha definita “una violazione della libertà di espressione e del diritto di riunione”. In Germania vivono coltre tre milioni di turchi – la principale diaspora fuori dal Paese – e le tensioni all’interno della comunità suscitate dal fallito golpe hanno preoccupato non poco le autorità tedesche, che cercano di evitare ogni possibilità di escalation.