Un fronte comune europeo si è formato per inviare un chiaro messaggio a Donald Trump, alla vigilia del suo vertice con Vladimir Putin in Alaska. I leader di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Finlandia, insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, hanno accolto l’appello del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ribadendo che “il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l’Ucraina”.
Il messaggio, formalizzato in una nota congiunta, arriva in un momento cruciale. Secondo indiscrezioni, Mosca avrebbe proposto a Washington una tregua che prevederebbe ampie concessioni territoriali sull’Ucraina orientale. Una prospettiva categoricamente respinta da Zelensky, che ha dichiarato: “Non regaleremo la nostra terra all’occupante”.
I leader europei hanno espresso pieno sostegno all’impegno di Trump per fermare la guerra, ma hanno posto delle condizioni irrinunciabili:
- Nessuna modifica dei confini: “I confini internazionali non devono essere modificati con la forza”.
- L’attuale linea di contatto: “L’attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati”, riconoscendo la situazione sul campo come l’unica base realistica per avviare un dialogo.
- Coinvolgimento di Kiev: Qualsiasi accordo di pace deve vedere la partecipazione diretta dell’Ucraina.
La linea comune è stata definita in una riunione nel Kent, organizzata dal ministro degli esteri britannico David Lammy, alla presenza del vicepresidente americano J.D. Vance e di rappresentanti di vari Paesi europei e dell’Ucraina.
Le preoccupazioni europee nascono dalle recenti dichiarazioni di Trump e dalle proposte che Mosca avrebbe avanzato. Il presidente americano aveva parlato di possibili “scambi di territori” per raggiungere un cessate il fuoco. Una proposta che, secondo il Wall Street Journal, sarebbe stata presentata da Putin a un inviato americano, e che prevederebbe la cessione dell’intero Donbass, con le regioni di Luhansk e Donetsk, e forse il congelamento delle posizioni in quelle di Zaporizhzhia e Kherson.
La reazione di Zelensky è stata immediata e ferma. “Gli ucraini non regaleranno la loro terra all’occupante”, ha ribadito il presidente, supportato dai suoi omologhi europei. L’ipotesi di una pace che non rispetti l’integrità territoriale dell’Ucraina, come definita dalla sua Costituzione, è stata respinta senza esitazioni.
Mentre la Casa Bianca ha dichiarato che la partecipazione di Zelensky al vertice in Alaska è ancora “fluida”, l’Europa e l’Ucraina continuano a fare pressione affinché la voce di Kiev sia ascoltata, sostenendo che la sicurezza del continente dipende da essa. Nel frattempo, il Cremlino ha già espresso il desiderio di ospitare il prossimo incontro in territorio russo, con un invito che sarebbe già stato trasmesso a Trump.