Mentre l’ottimismo torna nello Studio Ovale per un’imminente risoluzione del conflitto in Ucraina, le proposte di pace sul tavolo svelano profonde divergenze. A poche ore dal vertice di Ferragosto tra Donald Trump e Vladimir Putin, le condizioni poste da Mosca si scontrano con il fermo ‘no’ di Kiev e il piano di rilancio degli alleati europei.
Secondo quanto emerso, la proposta russa per un cessate il fuoco richiederebbe all’Ucraina di ritirarsi unilateralmente dall’intera regione del Donetsk, un’area che le truppe di Putin non sono ancora riuscite a conquistare completamente. L’offerta, presentata dall’inviato americano Steve Witkoff dopo un incontro al Cremlino, ha subito generato confusione. Inizialmente, Trump aveva suggerito ai leader europei che Mosca fosse disposta a ritirarsi da parti delle regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia, ma un successivo chiarimento ha smentito questa ipotesi. “La proposta è molto peggiore di quanto Trump abbia detto”, ha riferito una fonte europea al Wall Street Journal, definendola come “dare a Putin quello che vuole in cambio di niente”.
Di fronte a un’offerta considerata inaccettabile, i leader europei – con Francia, Gran Bretagna e Germania in prima linea – hanno elaborato e presentato un contropiano. La proposta, concordata con Kiev e illustrata al vicepresidente americano J.D. Vance e agli inviati di Washington, punta su tre punti chiave:
- Garanzie di sicurezza: Qualsiasi concessione territoriale ucraina dovrà essere compensata da solide garanzie di sicurezza, inclusa una potenziale adesione di Kiev alla NATO.
- Cessate il fuoco come precondizione: A differenza della proposta russa, il cessate il fuoco deve entrare in vigore come punto di partenza, non come una concessione da parte di Putin.
- Reciprocità territoriale: Se Kiev dovesse ritirarsi dal Donetsk, Mosca dovrebbe cedere i territori conquistati nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia.
La situazione sul terreno, infatti, rende il piano russo particolarmente indigesto per gli europei. Nonostante gli avanzamenti, le truppe russe sono ancora bloccate in battaglie decisive e la conquista completa del Donetsk non è affatto scontata. In questo contesto, le richieste di Putin appaiono come un tentativo di ottenere diplomaticamente ciò che non è riuscito a conquistare militarmente.
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