“Basta demagogia e ipocrisia: credo che mai come oggi bisognerebbe tornare a dare valore alla politica che ha molto, anzi moltissimo, da farsi perdonare. Ma qual è l’alternativa?”. Così Marina Berlusconi, in un’intervista al Corriere della Sera. Per la presidente della Mondadori il successo di Marine Le Pen rischia di “essere il colpo di grazia per un’Europa già estremamente fragile”, ma è “la comprensibile risposta a una crisi economica devastante e alle insicurezze profonde create dal una globalizzazione non gestita”. Per Marina Berlusconi, contro i populismi i libri possono rappresentare “un aiuto”, perché servono “a pensare e a ragionare, avvicinano e non separano”. “L’alternativa all’eccesso di ideologie non può essere l’ideologia del nulla, del vuoto, che rifiuta ogni valore e che tutto banalizza”, conclude Marina Berlusconi.
Viviamo tempi fatti di contrapposizioni, di chiusure, di ostilità. Noi, un editore come la Mondadori, non possiamo che essere l’esatto contrario di tutto questo. I muri tiriamoli su, eccome, se servono a fermare il fondamentalismo e il fanatismo, ma abbattiamoli se sono stati pensati per sbarrare la strada alla libertà di espressione, alla libera circolazione di idee e opinioni, al rispetto di chi non la pensa come noi” e “non è un caso che le dittature i libri li mandino al macero o al rogo. Perché sono pericolosissimi: ci aiutano a pensare e a ragionare, avvicinano e non separano. Mi pare insomma rappresentino un antidoto formidabile contro l’integralismo, l’intolleranza, il non voler vedere che non ci sono scorciatoie davanti a problemi complessi”. Lo afferma la presidente di Mondadori e Fininvest Marina Berlusconi in una intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: “Il mio è un ragionamento che non riguarda qualcuno in particolare, riguarda un modo di pensare: quello che ha trovato la formula magica nell’antipolitica, a costo di chiudere gli occhi di fronte a tutta la demagogia e l’ipocrisia di cui l’antipolitica si nutre. Mentre io credo che mai come oggi si dovrebbe tornare a dare valore alla politica”, “il successo di certi movimenti e di certi leader non spunta dal nulla. È la comprensibile risposta ad una crisi economica devastante e alle insicurezze profonde che una globalizzazione non gestita ha creato. Rappresenta anche la reazione, altrettanto comprensibile, agli errori di chi ha governato prima o al cattivo funzionamento delle istituzioni”. Quindi aggiunge: “Rispetto Marine Le Pen e comprendo le motivazioni, molto concrete e non più eludibili, di chi la vota, ma penso che una sua elezione, e lo dico anche da imprenditore, rischierebbe di essere il colpo di grazia per un’Europa già estremamente fragile”.