Le riforme non si fermano, dice Paolo Gentiloni, tornato subito al lavoro dopo lo stent impiantato al Gemelli. Con l’ultimo si’ del Consiglio le unioni civili sono legge. Varati anche 8 su 9 decreti attuativi per la ‘buona scuola’. Prorogati per anno gli incarichi de capi di Stato maggiore di Difesa e Esercito, Graziano e Errico. E anche quello del comandante generale dei Carabinieri Del Sette, nel mirino di M5s per l’indagine della procura di Napoli per favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio nella vicenda Consip.
Le Unioni Civili ora sono legge. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato, in esame definitivo, i tre decreti legislativi che adeguano le norme dell’ordinamento dello stato civile. Il Cdm ha esaminato in via preliminare anche cinque decreti sulla ‘Buona scuola’ e prorogati alcuni incarichi nell’ambito del ministero della Difesa. A presiedere la riunione è stato il premier Paolo Gentiloni che poco dopo le 9 di stamani ha lasciato il policlinico Gemelli dove era ricoverato da martedì sera per un’angioplastica. “Con i decreti legislativi di oggi terminiamo l’iter delle unioni civili. Era una promessa, ora è una legge”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, annunciando il via libera ai decreti sulle unioni civili. “Sembrava un traguardo irraggiungibile. Invece passo dopo passo – ha aggiunto su Facebook – l’Italia ce l’ha fatta. Quello che era un sogno adesso è realtà”. “Oggi si è concluso definitivamente il percorso di attuazione della legge sulle Unioni civili. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato, in esame definitivo, i tre decreti legislativi che adeguano le norme dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni; le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e quelle di coordinamento in materia penale”, scrive invece il ministro della Giustizia Andrea Orlando.La senatrice del Pd, Monica Cirinnà, considerata la ‘madrina’ della legge plaude ai decreti che sciolgono alcuni nodi. “Con l’approvazione dei decreti attuativi – sottolinea – sulle unioni civili si completa il percorso normativo e ordinamentale della legge. Vengono così chiariti tutti i punti critici che sono emersi in fase di attuazione fissando principi e pratiche inderogabili, rispondendo, tra l’altro, pienamente alla disciplina prevista dalla legge Ue in base alla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo del 21 luglio 2015”.
BUONA SCUOLA Primo via libera dal Governo anche a otto delle nove deleghe della legge Buona Scuola. Le deleghe riguardano: inclusione scolastica, cultura umanistica, diritto allo studio, formazione iniziale e accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, istruzione professionale, scuole italiane all’estero, sistema integrato di istruzione dalla nascita fino a sei anni, valutazione, certificazione delle competenze ed Esami di Stato. C’è anche l’accesso alla professione degli insegnanti che definisce il percorso di studio per diventare docenti e le modalità per entrare in classe, rischia di diventare la più delicata per il Governo. C’è infatti ancora in ballo il rinnovo del contratto dei docenti, tema di cui ministra e sindacati hanno appena iniziato a parlare.
Vertici dell’Arma, della Difesa e dell’Esercito nel segno della continuita’. Il Consiglio del ministri su proposta del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha prorogato l’incarico per il comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette, il capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano e dell’Esercito, Danilo Errico. Una scelta annunciata, compresa la riconferma di Del Sette nonostante il suo nome sia finito nell’inchiesta Consip, la stessa che ha coinvolto anche Luca Lotti. La riconferma forse sarebbe gia’ arrivata nel Cdm del 23 dicembre se proprio il giorno prima non si fosse saputo delle indagini in atto. “La decisione su di lui ha registrato un ampio consenso, anzi una coralissima unanimita’”, assicura una fonte governativa. Forza Italia applaude. M5S, invece, alza la voce, si chiede “com’e’ possibile che a un soggetto in pensione, non piu’ in possesso dei requisiti previsti dalle legge e per di piu’ indagato venga prorogata la nomina” e ne chiede immediatamente la revoca. Umbro, nato nel 1951, Del Sette dal 2004 per 7 anni e’ capo del legislativo del ministero della Difesa. Nel 2012 va a comandare le unita’ mobili e specializzate “Palidoro”. Nel 2013 assume l’incarico di vice comandante generale dell’Arma. Nel 2014 ricopre l’ufficio di Capo di gabinetto del ministro della Difesa Pinotti e a dicembre arriva la nomina a comandante generale dei carabinieri, prorogata oggi dal Cdm. La notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta Consip, condotta dai pm di Napoli, Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Enrica Parascandolo, su una presunta corruzione che ruota attorno all’appalto per i servizi di facility management, arriva il 22 dicembre, attraverso il Fatto Quotidiano. Che quell’inchiesta fosse in atto, Del Sette – secondo l’accusa – lo avrebbe riferito ai vertici Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. A tirare in ballo il suo nome e’ l’ad Luigi Marroni. Del Sette e’ indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio (accusa mossa anche a Lotti): la sua posizione e’ stata stralciata e trasmessa a Roma per competenza territoriale. Il 23 dicembre e’ lui stesso a recarsi in procura spontaneamente per chiarire che ritiene le notizie del tutto “infondate” e “gravemente lesive della sua dignita’”. Oggi la sua riconferma da parte del governo al vertice dell’Arma e’ un atto di piena fiducia che in una certa misura lo ‘blinda’ e punta a far si’ che il suo profilo di uomo delle istituzioni non venga scalfito dalla vicenda giudiziaria. Restano al loro posto anche Graziano ed Errico. Entrambi torinesi, classe 1953, Graziano ha comandato la Brigata Multinazionale Kabul in Afghanistan e ricoperto l’incarico di Force Commander missione Unifil in Libano. Nel 2011 e’ stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e nel dicembre 2014 Capo di Stato maggiore della Difesa, incarico che oggi il Cdm ha rinnovato. Errico ha partecipato a varie missioni internazionali: in Albania nel 1997; in Afghanistan nel 2006 al comando della Regione Ovest di Isaf. Il 20 febbraio 2015 era stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e oggi e’ stato riconfermato.
Il Consiglio dei ministri ha confermato i viceministri, fatta eccezione per Enrico Zanetti che aveva rinunciato. Si tratta di Mario Giro (Affari esteri e cooperazione internazionale), Filippo Bubbico (Interno), Luigi Casero ed Enrico Morando (Economia e finanze), Teresa Bellanova (Sviluppo economico), Andrea Olivero (Politiche agricole, alimentari e forestali) e Riccardo Nencini (Infrastrutture e trasporti).


