L’ultimo sondaggio diffuso oggi da Politico/Morning Consult, effettuato nel fine settimana dopo le rivelazioni del capo dell’Fbi James Comey, conferma il testa a testa tra Hillary Clinton e Donald Trump a 8 giorni dal voto per la Casa Bianca. La candidata democratica mantiene un lieve vantaggio di tre punti col 46% delle preferenze, contro il 43% dell’avversario.
Sono 21 milioni gli elettori americani che sono già andati a votare grazie al voto anticipato. In questo momento sembra che la democratica Hillary Clinton sia avanti negli stati chiave rispetto a il suo sfidante, il repubblicano Donald Trump. Una notizia che infonde un po’ di ottimismo nel partito democratico dopo le ultimo scontro con L’Fbi, che sta analizzando migliaia di nuove mail di Clinton. Come dicevamo negli Stati più combattuti – tra questi Florida, Colorado e Arizona – almeno un quarto degli elettori sono già andati a votare, questo anche se i loro voti non saranno contati fino al giorno delle elezioni, il prossimo 8 novembre. Oltre alla guida della Casa Bianca queste elezioni decideranno anche la maggioranza al Senato, che in questo momento è guidato dai repubblicani. A questo punto ci si chiede cosa potrà succedere in questa ultima settimana, dopo il nuovo scandalo email: potrà Trump riuscire a fare un improvviso balzo in avanti? In questo momento l’ultimo sondaggio condotto da Politico/Morning Consult sostiene che Clinton sia al 46% contro Trump al 43%.
Effetto Fbi sulla sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump alle elezioni presidenziali del prossimo 8 novembre. Secondo gli analisti di Citi, le indagini in corso dell’Fbi su 650.000 email che potrebbero essere rilevanti nell’ambito dell’inchiesta – chiusa lo scorso luglio senza alcuna incriminazione – sull’uso di un account di posta elettronica e di server privati da parte di Hillary Clinton quando era segretario di Stato “potrebbero avere un impatto significativo sulla corsa” per la conquista della Casa Bianca. Gli sviluppi politici – emersi venerdi’ scorso – rappresentano infatti una “sorpresa d’ottobre”. E’ Tina Fordham, analista capo per la politica globale di Citi, ad avere costantemente messo in guardia sul rischio “eccezionalmente alto” di eventi definiti come “cigni neri”; per questo lei ha mostrato meno ottimismo rispetto ad altri in merito a una vittoria sicura di Clinton; le probabilita’ che faccia storia diventando la prima donna a ricoprire la presidenza Usa sono scese al 75% dall’81%, sostiene Citi secondo cui ci vorra’ almeno una settimana per quantificare l’impatto reale dei nuovi sviluppi legati all’Fbi. Cio’ significa che quell’impatto sara’ chiaro proprio a ridosso dell’Election Day. Siccome 21 milioni di elettori hanno gia’ votato e siccome non si aspetta che gli americani cambino repentinamente le loro preferenze di voto, Citi crede che “l’impatto piu’ tangibile dell’annuncio dell’Fbi sara’ probabilmente sull’affluenza” alle urne. La nota degli analisti non termina con toni incoraggianti: anche nel caso in cui la candidata democratica vinca le elezioni, Trump potrebbe non accettare il risultato; le indagini in corso sull’ex segretario di Stato potrebbero continuare a gettare ombre su Clinton e lo spettro di un impeachment futuro per la stessa Clinton “non e’ trascurabile”.