IN CENTINAIA SCENDONO IN PIAZZA, “RESIST!”
Centinaia di persone si sono radunate davanti ad una stazione di reclutamento militare a Times Square New York e sono scese in strada in una delle piazze simbolo del movimento gay di San Francisco per manifestare contro l’annuncio del presidente Usa, Donald Trump, di vietare l’ingresso nelle forze armate ai transgender. “Resist”, si legge su numerosi cartelli esposti dai manifestanti che hanno gridato in coro “alziamoci e combattiamo”.
Una folla di centinaia di dimostranti è scesa in strada ieri a Times Square a New York brandendo cartelli con la scritta ‘Resist’ per contestare la decisione del presidente Donald Trump di vietare l’arruolamento dei transgender nelle forze armate statunitensi. “Ho servito il mio paese. Ho combattuto per i ricchi e per i poveri. E non posso credere a ciò che il presidente ha appena detto. E’ sconvolgente”, ha dichiarato al New York Post la transgender e veterana dell’esercito Tanya Walker. Secondo la polizia oltre 500 persone si erano radunate a Times Square per prendere parte alla manifestazione dopo l’annuncio di Trump.
Donald Trump dice no ai transgender nell’esercito degli Stati Uniti. L’annuncio a sorpresa, giunto via Twitter, ha sollevato condanne da parte di gruppi a tutela dei diritti e di deputati di entrambi i partiti, che la definiscono una discriminazione, ma ha raccolto il consenso di attivisti conservatori e di alcuni repubblicani. Non è chiaro tuttavia come questo divieto, che costituisce una marcia indietro rispetto alla politica del predecessore Barack Obama, sarà applicato. “Dopo aver consultato i generali e gli esperti militari, siete avvisati che il governo degli Stati Uniti non accetterà né permetterà che individui transgender prestino servizio in alcuna unità dell’esercito. Il nostro esercito deve essere concentrato su vittorie schiaccianti e decisive e non può sostenere il tremendo costo medico e il disagio che i trangender nell’esercito comportebbero”, ha scritto Trump in una serie di tweet.
Il Pentagono, dal canto suo, ha fatto sapere che si adeguerà a questo orientamento e fornirà “nel prossimo futuro” indicazioni all’esercito Usa, ma ha rimandato alla Casa Bianca tutte le domande relative all’annuncio di Trump. “Continueremo a lavorare da vicino con la Casa Bianca in conseguenza del nuovo orientamento fornito dal comandante in capo sui trans che prestano servizio nell’esercito”, ha dichiarato il portavoce del Pentagono, il capitano della Marina Jeff Davis.Il nodo da chiarire è se la decisione di Trump si applica anche ai transgender già in servizio nell’esercito o soltanto alle nuove reclute: nel caso dei soldati già in servizio non si sa quale meccanismo legale potrebbe essere utilizzato per licenziare militari trans già in servizio. Quel che è certo è che l’annuncio ha spostato, almeno per il momento, il centro dell’attenzione a Washington, in un momento in cui l’amministrazione Trump è nel mirino soprattutto per il Russiagate e per la sua difficoltà ad approvare leggi ritenute centrali. Il più noto veterano in Senato, il presidente della commissione Forze armate John McCain, ha definito l’annuncio di Trump “non chiaro”, sottolineando che il Pentagono sta studiando la questione.
“Non credo che nessuna decisione sia appropriata finché quello studio non sarà completato e approfonditamente rivisto dal segretario della Difesa, dalla nostra leadership militare e dal Congresso”, ha detto McCain, che è stato pilota della Marina nonché prigioniero di guerra durante la Guerra del Vietnam. “I transgender sono persone” e “non penso che dovremmo discriminare nessuno”, ha commentato invece il senatore repubblicano Orrin Hatch.L’anno scorso, ancora sotto l’amministrazione Obama, il Pentagono annunciò lo stop del divieto per i trans dichiarati di prestare servizio nell’esercito, definendo quel divieto obsoleto. Il dipartimento della Difesa avrebbe dovuto attuare la nuova politica da quest’anno, ma il capo del Pentagono Jim Mattis il 30 giugno ha approvato un rinvio di sei mesi nel permettere il reclutamento di trans. Il divieto per gli omosessuali dichiarati a prestare servizio nelle forze armate, invece, è stato abrogato da Obama nel 2011, dopo che il Congresso aveva ribaltato nel 2010 la legge nota come ‘don’t ask, don’t tell’, che aveva costretto a mandare via migliaia di militari e molti altri soldati a nascondere il proprio orientamento sessuale.
“#Trump non vuole TRANS nell’esercito perché portano disordine e non fanno vincere le guerre’: devo ridere o piangere?”. Così Vladimir Luxuria, commenta in un tweet, l’annuncio del presidente americano Donald Trump di vietare l’arruolamento dei transgender nelle forze armate statunitensi in qualsiasi ruolo e funzione.