Il neopresidente Usa Donald Trump manterrà gli impegni con la Nato e l’Unione europea. Ad affermarlo è il presidente uscente Barack Obama, che, nella sua prima conferenza stampa dopo le presidenziali, ha riferito come durante il colloquio che hanno avuto, Trump abbia espresso l’intenzione di “rispettare gli impegni con una Nato forte” e “l’alleanza con l’Ue in base al principio che ciò che e’ buono per l’Europa e buono anche per gli Usa”.
“Se sono preoccupato? Certo che sono preoccupato. Non e’ un mistero che tra noi vi siano enormi differenze”. Cosi’ il presidente Barack Obama a proposito del suo successore, Donald Trump. “Con il mio team siamo pronti ad accelerare i prossimi passi verso la transizione. Aiutero’ il presidente eletto ad affrontare questa grande sfida”, ha detto Barack Obama. “Lasciamo una macchina in buona forma, l’economia è cresciuta, la povertà è diminuita, le emissioni di Co2 sono scese. La nazione si trova in una posizione forte oggi”. “L’America oggi e’ piu’ forte e le alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza”: lo ha detto Barack Obama che stasera partira’ per il suo ultimo viaggio in Europa dove incontrera’ i principali leader europei. “Non mollero’ fino all’ultimo”, ha agiunto Obama.
“Credo sia salutare per il partito democratico fare una riflessione dopo le elezioni”. ”Ho detto a Trump quanto e’ importante lo staff” di cui ci si circonda: ”c’e’ bisogno di una buona squadra”. “La mia squadra e’ pronta ad accelerare i prossimi passi necessari per assicurare una transizione morbida e resteremo in contatto anche mentre siamo in viaggio”.
Gli Stati Uniti “sono in una posizione più forte di 8 anni fa”, “sebbene ci sia molto da fare” grazie ai progressi degli anni recenti il presidente eletto Donald “Trump avrà tempo e spazio per prendere decisioni ponderate”. Lo ha dichiarato il presidente uscente, Barack Obama, sottolineando che la buona situazione attuale darà alla nuova amministrazione il tempo di decidere come agire. “Stiamo consegnando un Paese con sfide e problemi, l’elezione dimostra che ci sono persone molto scoraggiate, ma se si guarda agli indicatori di base dell’economia ci accorgiamo che la disoccupazione è al tasso più basso da 8 o 9 anni, i salari sono aumentati più velocemente rispetto a un decennio fa, il tasso di mancanza di assicurazione è molto basso, il mercato immobiliare in molti casi si è ripreso”, ha proseguito Obama.
“Sono stato incoraggiato dalle parole di Trump sull’unità”. Il presidente eletto infatti nel discorso pronunciato martedì sera scorso, non appena ha saputo di aver vinto, ha chiesto alla nazione di essere unita, sostenendo che sarà il presidente di tutti. Quello di presidente “è un lavoro come non ve ne sono altri al mondo, con un continuo flusso di informazioni e di fatti”, ha detto Obama, sottolineando che come presidente non ha mai smesso di imparare. “Ho detto a Donald Trump quanto è importante scegliere le persone giuste per il compito che sta per avere”. Donald Trump capisce che “fare campagna elettorale è diverso dal governare”. ”Ritengo che” Donald Trump ”sia sincero nel dire che vuole guidare bene il paese”, afferma Obama, sottolineando che bisogna lasciargli tempo per prendere le sue decisioni. Gli americani poi giudicheranno. ”Gli ho detto che e’ molto importante cercare unita”’ e che ”governare e’ diverso che fare campagna”. “Proprio a causa della ferocità e del veleno della campagna elettorale, è importantissimo inviare segnali di unità e tendere la mano a minoranze, donne, e agli altri che erano preoccupati dalle cose ascoltate in campagna. Credo sia qualcosa che lui vuole fare, ma ha impegni verso i suoi sostenitori a cui deve tenere fede”, la “mia speranza è che quell’impulso alla fine venga fuori, ma è troppo presto per giudicare”.
“L’America deve essere una realta’ inclusiva, attenta al rispetto della dignita’ di tutti”. Obama ha esortato il suo successore, Donald Trump, a “tendere la mano” anche a coloro che non lo sostengono perche’ “i gesti contano”. Ma ha anche bacchettato chi ora protesta e magari non ha votato. “Questo ci insegna che le elezioni contano – ha detto – il voto conta…gli americani hanno parlato e Trump sara’ il prossimo presidente”. “E’ importante” che il presidente eletto Donald Trump “riconosca le sue priorità, distingua tra quel che diceva in campagna elettorale e quello che può fare, perché alcune cose suonano bene ma non sempre si trasformano in buone politiche”. Lo ha dichiarato il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama. Ha aggiunto: “Il mio ruolo è che quando consegnerò la Casa bianca a Trump, essa sia nella miglior situazione possibile, in modo da essergli utile per costruire progressi a partire da quelli fatti da noi. Il mio consiglio, come gli ho già detto, è che la campagna è ben diversa dal governo. Credo Trump voglia esser un presidente di successo”, “so che farà di tutto per lavorare per tutti”.
Il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che l’America deve restare “un faro di speranza” per il mondo che sta attraversando un periodo di stravolgimenti. Nella sua prima conferenza stampa dopo l’elezione di Donald Trump, Obama, che si appresta a compiere l’ultima missione in Europa (Grecia e Germania e poi n Peru’), si e’ detto convinto che “questo e’ un momento di grandi cambiamenti nel mondo, ma l’America e’ sempre stata un pilastro di forza e un faro di speranza per la gente nel mondo. E questo e’ quello che dobbiamo continuare ad essere”. “Non penso che la sua sia ideologia ma pragmatismo e in un certo senso questo lo aiutera’”. Il presidente eletto Donald Trump “ha elementi del suo carattere che non gli torneranno utili, a meno che cerchi di correggerli. Quando è un candidato a dire una cosa inaccurata è un conto, ma il presidente ha bisogno di un certo livello di accuratezza, ne dipendono mercati, sicurezza nazionale”.
L’accordo sul nucleare iraniano sta funzionando, e disfarsene sarebbe difficile da spiegare, afferma Obama, rispondendo a chi gli chiedeva dell’intesa con il passaggio di consegne al presidente-eletto Donald Trump. L’accordo prima di essere completato e’ stato alimentato da un dibattito acceso e a un anno dal suo raggiungimento l’Iran ha dimostrato di rispettare le norme previste. Per l’amministrazione di Donald Trump sarebbe “difficile” smantellare accordi come quello sul nucleare iraniano o sul clima. Lo ha sottolineato il presidente Barack Obama, riferendosi alle promesse elettorali del suo successore alla Casa Bianca. Per quanto riguarda l’Iran, ha evidenziato Obama, l’intesa coinvolge non solo Teheran ma anche i “5+1”, cioe’ a a dire Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Germania, oltre agli Usa naturalmente. Per quanto riguarda l’accordo di Parigi sul taglio delle emissioni inquinanti, Obama ha osservato come la crescita economica possa essere conciliata con la tutela dell’ambiente e come perfino in Texas, uno stato a lui ostile, gli investimenti in energie rinnovabili, dal solare all’eolico, si siano moltiplicati durante la sua amministrazione.
“Credo che il partito democratico debba elaborare e riflettere” dopo la sconfitta elettorale, “sapere i propri limiti è utile e importante”, e che “non debba lasciare i suoi valori principali”. Lo ha dichiarato il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, facendo riferimento alla vittoria nelle presidenziali di Donald Trump. Ha citato, tra i valori, “un’economia che funzioni per tutti, un’America migliore quando include tutti, l’insistenza sulla dignità e il potenziale dato da Dio a ciascuno a prescindere da sesso, razza, orientamento sessuale o estrazione sociale, propensione per un mondo in cui si mantenga l’America sicura ma si riconosca che il potere può non derivare solo dalla forza militare, ma anche da idee e valori”. “Come ci organizzeremo politicamente? Su questo dovremo riflettere”, ha aggiunto, dicendo di ritenere “che abbiamo idee migliori, ma che le buone idee non hanno importanza se le persone non le ascoltano”. Per questo, secondo Obama “i democratici devono mostrarsi competitivi ovunque e radicalmente”, come lui ha detto di “aver cercato di fare per tutta la carriera”. In proposito ha concluso, citando gli avvicendamenti al controllo delle camere del Congresso: “Le cose cambiano velocemente, ma non necessariamente, cambiano perché si lavora per farle cambiare”.