Il presidente statunitense Donald Trump continua la sua campagna anti-immigrati, e litiga con i leader di Messico e Australia. In una telefonata al presidente messicano Pena Nieto, Trump avrebbe minacciato di inviare le ‘truppe’ Usa se dal paese confinante continueranno a giungere quelli che ha definito ‘bad hombres’. Burrascosa anche la telefonata col premier australiano Turnbull, accusato di voler esportare ‘terroristi’ negli Stati Uniti. Intanto i colossi americani della tecnologia, da Apple a Facebook, Google, Uber, lavorano a una lettera nella quale si afferma che l’America e’ ‘resa forte dagli immigrati’.
Poteva essere una delle conversazioni telefoniche più scorrevoli per il presidente americano da poco insediato alla Casa Bianca, quella con il premier di un paese amico ed alleato, l’Australia. E invece sembra che così non sia stato, tanto che – ricostruisce il Washington Post – Donald TRUMPavrebbe deciso di sospendere improvvisamente dopo 25 minuti un colloquio della durata prevista di un’ora con Malcolm Turnbull. Stando a funzionari americani informati dei contenuti della telefonata citati dal Washington Post, a un certo punto TRUMP avrebbe anche riferito al suo interlocutore che quella in corso era la quinta telefonata con leader mondiali che faceva quel giorno (sabato), una delle quali con il presidente russo Vladimir Putin. “E di gran lunga la peggiore”, avrebbe aggiunto. Oggetto del contendere l’accordo raggiunto con l’Australia dall’amministrazione Obama per l’accoglienza negli Stati Uniti di 1250 rifugiati attualmente stipati in centri di detenzione sulle isole Nauru e Manus in Papua NuovaGuinea.
Violente proteste sono esplose nel campus dell’Universita’ di Berkeley, in California, dove era previsto l’intervento di Milos Yiannopulos, personaggio dell’estrema destra che collabora con Breitbart, il website del consigliere strategico di Donald Trump, Steve Bannon. L’evento e’ stato annullato, ma nonostante cio’ sono proseguiti tafferugli tra studenti e polizia. Il campus e’ stato messo in lockdown.