Sale a 50 il bilancio dei morti dopo l’irruzione di un uomo in un locale gay, a Orlando in Florida, che ha sparato all’impazzata ferendo anche 42 persone. L’Fbi sta indagando su possibili legami tra la strage e il terrorismo islamico. Dopo l’irruzione, l’uomo si era barricato con alcuni ostaggi nel club. Poi la polizia ha diffuso la notizia della sua morte. Secondo un testimone, un altro aggressore ha sparato da bordo di una macchina.
E’ stata la peggiore sparatoria della storia recente degli Stati uniti: 50 persone sono morte e altre 53 sono rimaste ferite per l’irruzione di un uomo armato in locale gay di Orlando, in Florida. L’assassino è stato identificato in Omar Mateen, un americano di origini afgane, e secondo il padre Seddique, intervistato dalla Nbc, sarebbe stato motivato dall’omofobia. Si sono vissuti momenti di panico nel Pulse, un nightclub gay. Nella notte l’uomo armato è entrato nel locale ha aperto il fuoco sui presenti, poi si è barricato all’interno con alcuni ostaggi. La polizia, che è intervenuta poco dopo e ha circondato tutta l’area, ha dato l’assalto attorno alle 5 del mattino, ora locale, con le forze speciali, abbattendo l’uomo. Il bilancio delle vittime è cresciuto di ora in ora, arrivando ai cinquanta morti comunicati dal sindaco della città, Buddy Dyer. “Non ha niente a che vedere con la religione”, ha detto il padre di Mateen alla NBC, la cui identificazione non è stata ancora ufficializzata. L’assassino, secondo il padre, avrebbe avuto motivazioni omofobe: si era detto furioso dopo aver visto due uomini baciarsi. “Non eravamo al corrente di quel che intendeva fare. Siamo scioccati come tutto il paese”, ha continuato il genitore, scusandosi con le vittime a nome della famiglia. Gli inquirenti, dal canto loro, non hanno finora escluso la possibilità che si possa trattare di un episodio di terrorismo. L’Fbi ha ventilato l’idea che l’assassino avesse un orientamento islamista. In ogni caso, al momento, non risultano essere pervenute rivendicazioni, secondo quanto riferisce il New York Times. Il presidente degli Stati uniti Barack Obama è stato informato sui dettagli di quanto avvenuto nella città della Florida e ha dato ordine di dare massima assistenza alle autorità locali. “Stiamo gestendo qualcosa che non avremmo mai immaginato”, ha commentato il sindaco Dyer attraverso il suo profilo Twitter. Il primo cittadino ha lodato l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorsi: “Le loro azioni hanno salvato molte vite”.
Omar Mateen, l’uomo identificato come il killer che ha provocato 50 morti in un locale gay di Orlando, Florida, era conosciuto dall’Fbi ed era in una lista di presunti simpatizzanti dello Stato islamico (Isis). L’hanno riferito due agenti alla CNN. Non c’erano state indicazioni preventive che stesse pensando a un attentato e gli investigatori – secondo la CNN – non hanno ancora trovato prove che l’irruzione fosse collegata con lo Stato islamico. Mateen aveva 29 anni ed è stato abbattuto dalle forze di sicurezza. Era armato con pistole e un fucile d’assalto, secondo la polizia di Orlando. Il padre, Saddique Mateen, ha detto che l’azione del figlio “non ha nulla a che fare con la religione” e ha sostenuto alla Bbc che l’uomo si era infuriato vedendo due uomini che si baciavano.