CAMUSSO FRENA SUL DL, ‘VEDREMO, SERVE UNA LEGGE APPROVATA’
La maggioranza pensa a un decreto per superare il quesito referendario sui voucher, ma il presidente dell’Inps Boeri fa sapere che circoscrivere l’uso dei tagliandi lavoro solo alle famiglie vorrebbe dire cancellare di fatto tale istituto, visto che ‘oggi solo il 3% dei voucher e’ usato direttamente dalle famiglie’. Sull’ipotesi di un Dl frena la segretaria della Cgil Susanna Camusso: ‘Sulla permanenza dei voucher siamo disponibili a ragionare se riguarda solo le famiglie, non sostituisce lavoro e non riguarda le imprese e la Pa. Quando ci sara’ un’ipotesi vedremo se questa corrisponde’ al quesito referendario. Inoltre ‘il referendum e’ superabile a fronte di una legge gia’ approvata. Il giudizio si da’ alla fine’.
“Limitare l’uso dei voucher alle sole famiglie equivarrebbe a cancellare il buono lavoro del tutto”. Così il presidente Inps Tito Boeri rinnova le sue obiezioni alla proposta sul tavolo del governo di restringere l’utilizzo dei buoni alle famiglie. “Se questa sarà la scelta bisognerà essere consapevoli di questo” aggiunge.
Per Boeri, infatti, è necessario che il dibattito, anche sindacale, ”si concentri sui numeri”. Numeri che dovrebbero portare ad una ”consapevolezza del problema: oggi solo il 3% dei voucher vengono utilizzati direttamente dalle famiglie e visto che poi i buoni sono lo 0,40% delle ore lavorate in Italia, se noi ne circoscrivessimo l’uso alle sole famiglie si ridurrebbe l’incidenza delle ore lavorate dello 0,001%. Di fatto equivarrebbe a cancellare del tutto questo istituto”, spiega Boeri, lasciando il convegno sulla figura di Marco Biagi. Una scelta, dunque, ribadisce ancora Boeri, che equivarrebbe anche ”ad un arretramento rispetto alla versione originaria introdotta con la legge Biagi”. Per questo Boeri annota come ”ci sono molte discussioni poco attente ai dati e poco attente a come queste restrizioni verrebbero poi eventualmente attuate”. Pollice verso anche sull’ipotesi di circoscrivere i voucher alla casalinghe: ”E’ praticamente impossibile da attuare perchè è molto difficile definire lo stato di casalinga”, aggiunge il presidente dell’Inps, riconoscendo però non solo l’abuso nell’utilizzo dei voucher negli ultimi anni ma anche un possibile aumento del rischio di lavoro nero. ”C’è un rischio di questo tipo anche se dai nostri studi il contributo all’emersione del lavoro nero appare relativo e molto limitato. Quanto agli abusi effettivamente ce ne sono stati ma ci sono anche tanti modi per tenerli sotto controllo”. A cominciare, ribadisce, dalla possibilità che sia l’Inps ad effettuare il monitoraggio. ”Sto dicendo, dunque, guardate che se fate questa scelta cancellerete i voucher e allora tanto varrebbe cancellarli del tutto”, conclude il presidente dell’Inps.
“I confronti sono sempre i benvenuti ma il nostro giudizio arriverà solo alla fine, dopo che l’eventuale decreto legge sarà stato convertito dal Parlamento: non prima perché una legge convertita è il frutto di un dibattito parlamentare. E se poi lo cambiano?”. Così il leader Cgil, Susanna Camusso , risponde sulla possibilità che il governo possa convocare i sindacati prima del varo di un eventuale decreto legge con cui cercare di “sterilizzare” il referendum. “Il referendum è superabile solo a fronte di una legge già approvata” dice Camusso che ribadisce come il sindacato abbia avanzato una richiesta precisa per rinunciare al referendum: “Siamo disponibili a ragionare sulla loro permanenza se i voucher riguarderanno solo le famiglie e non già la pubblica amministrazione e le imprese”. E ad esprimersi – conclude – dovrà comunque essere il comitato promotore del referendum “che ha raccolto le firme e che ha tutto il dovere di giudicare le eventuali soluzioni. Esistono delle regole da rispettare”.